I numeri dello stipendio di Lagarde alla BCE: quando i benefit fanno la differenza

Dalla cifra ufficiale ai compensi reali: cosa raccontano davvero i numeri della presidente BCE

Quando si parla di trasparenza nelle istituzioni europee, la vicenda della retribuzione di Christine Lagarde offre uno spunto di riflessione interessante. La presidente della Banca Centrale Europea, secondo un’inchiesta del Financial Times, porta a casa cifre ben diverse da quelle che appaiono nei documenti ufficiali dell’istituto di Francoforte.

I conti, a guardarli bene, raccontano una storia curiosa. La BCE dichiara per Lagarde uno stipendio base di 466.000 euro annui. Una cifra considerevole, certo, ma non è tutto. Aggiungiamo i benefit per alloggio e altre spese (circa 135.000 euro) e soprattutto il compenso per la sua poltrona nel consiglio di amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali (altri 125.000 euro): il totale schizza a 726.000 euro. Un incremento del 56% rispetto alla cifra “ufficiale”. E questo senza contare contributi pensionistici, assicurazioni e piano sanitario, di cui l’Eurotower preferisce non parlare.

Il confronto con Jerome Powell, numero uno della Federal Reserve americana, è impietoso. Il banchiere statunitense guadagna 203.000 dollari all’anno, poco più di 172.000 euro: meno di un quarto dello stipendio complessivo di Lagarde. La differenza non è solo numerica, ma anche filosofica. Negli Stati Uniti, lo stipendio del presidente della Fed è fissato per legge federale, senza margini di manovra.

Ma Lagarde primeggia anche rispetto a figure politiche di primo piano. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea e formalmente la personalità più rilevante dell’Unione, guadagna circa 430.000 euro lordi all’anno: il 21% in meno del solo stipendio base della presidente BCE. Persino Donald Trump, con i suoi 400.000 dollari annui (340.000 euro circa), si ferma ben distante dalla collega europea.

In Germania, il cancelliere Friedrich Merz porta a casa circa 240.000 euro di stipendio, che arrivano a superare i 300.000 con i vari benefit. In Italia, Giorgia Meloni ha dichiarato circa 180.000 euro lordi nel 2024, mentre il presidente Sergio Mattarella, per scelta personale, si è auto-decurtato lo stipendio accontentandosi di meno di 180.000 euro, pur avendo diritto per legge a 239.000.

L’Eurotower, interpellata dal Financial Times, ha scelto la strada del silenzio. L’unico commento ufficiale ricorda che lo stipendio presidenziale fu stabilito nel 1998, alla nascita della BCE, e che da allora l’unica modifica sono stati gli adeguamenti annuali applicati a tutto il personale.

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La questione non è tanto se Lagarde meriti o meno la sua retribuzione. Guidare la politica monetaria europea in tempi di inflazione e crisi non è certo un compito semplice. Il punto è un altro: in un’epoca in cui si chiede ai cittadini europei sacrifici e rigore, la mancanza di chiarezza sui compensi di chi guida istituzioni così potenti stride non poco. Quando lo stipendio “dichiarato” è molto diverso da quello effettivo, viene spontaneo chiedersi quante altre informazioni rilevanti restino nell’ombra.

Fonte: qui e qui

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