Aurora Livoli, svolta nelle indagini: un uomo indagato per omicidio

Le indagini sulla tragica scomparsa di Aurora Livoli, la diciannovenne trovata senza vita in un cortile milanese, hanno portato all’individuazione di un sospettato. Si tratta di un uomo di origine peruviana di 56 anni, già trattenuto in carcere e ora formalmente indagato per l’omicidio della giovane.

La svolta nelle indagini è arrivata grazie alle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona. Le telecamere hanno immortalato la ragazza insieme a un uomo mentre la sera del 28 dicembre, intorno alle 23, entravano nel cortile di via Paruta, nel quartiere Padova. Quella stessa notte, il corpo della giovane venne rinvenuto senza vita nel medesimo luogo.

Il presunto responsabile non era sconosciuto alle forze dell’ordine: l’uomo, irregolare in Italia e con precedenti per violenza sessuale, era già stato fermato dai carabinieri il giorno successivo al ritrovamento del cadavere per un’altra aggressione avvenuta proprio nella sera del 28 dicembre.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, prima di incontrare Aurora, il 56enne aveva assalito una giovane donna presso la fermata della metropolitana di Cimiano. L’aveva afferrata al collo, bloccandole la bocca per impedirle di chiedere aiuto, e si era impadronito del suo cellulare. L’aggressore stava trascinando la vittima in un angolo isolato della stazione quando l’arrivo di un convoglio ha offerto alla ragazza l’occasione per tentare la fuga. Riuscita a recuperare il telefono e a divincolarsi, è stata soccorsa da alcuni passanti mentre l’aggressore si dileguava tra la folla dopo aver rivoltato il proprio giubbotto reversibile per confondere i testimoni.

L’identificazione dell’uomo è stata possibile grazie all’analisi minuziosa dei filmati di sorveglianza. Le telecamere hanno registrato la sequenza degli eventi: Aurora e il 56enne che varcano insieme il cancello del cortile intorno alle 23, l’uomo che esce da solo circa un’ora dopo, intorno all’una di notte. Ma c’è di più: alle prime ore del mattino, alle 3.30, le telecamere catturano nuovamente l’indagato mentre rientra nel cortile e ne esce poco dopo.

Inizialmente le autorità avevano diffuso le immagini della giovane, che non era stata immediatamente riconosciuta. Sono stati i genitori della ragazza a confermare l’identità della figlia, scomparsa dalla sua abitazione in provincia di Latina il 4 novembre scorso.

L’autopsia, attualmente in corso, dovrà fornire risposte definitive sulle cause del decesso e sulla dinamica dell’accaduto. Gli elementi raccolti finora dipingono però un quadro inquietante: i segni sul collo compatibili con uno strangolamento, le contusioni sul viso, il corpo rivestito in maniera sommaria. Tutti indizi che, sommati alle riprese video che mostrano la ragazza entrare nel cortile accompagnata e l’uomo allontanarsi da solo poco dopo, convergono verso l’ipotesi dell’omicidio.

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Il pubblico ministero Antonio Pansa ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio volontario. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto di questa vicenda che ha spezzato la vita di una giovane donna appena diciannovenne.

Fonte: qui e qui

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