
Meloni celebrata all’estero, gelo a sinistra: cosa sta succedendo davvero
Il prestigioso quotidiano britannico The Telegraph ha assegnato a Giorgia Meloni il titolo di “World Leader dell’anno 2025”, scatenando un terremoto politico in Italia. Mentre il riconoscimento arriva da una delle testate più autorevoli d’Europa, la sinistra italiana fatica a digerire l’ennesimo successo internazionale della premier.
La trasformazione è stata sorprendente. Quando Meloni arrivò a Palazzo Chigi nell’ottobre 2022, i detrattori prevedevano scenari apocalittici: deriva autoritaria, tracollo economico, isolamento internazionale. Ricordate? Si parlava del “governo più a destra dai tempi di Mussolini”, si profetizzavano guerre con Bruxelles e catastrofi finanziarie. Niente di tutto questo è accaduto.
Oggi, dopo oltre tre anni di governo, la realtà racconta una storia completamente diversa. Meloni ha guidato l’esecutivo più stabile dai tempi di Berlusconi, garantendo all’Italia quella continuità politica che da decenni sembrava un miraggio. L’economia non è crollata, anzi. E sul piano internazionale? Il Telegraph lo certifica nero su bianco: la leader italiana è diventata il nuovo faro dell’Europa.
Il recente festival di Atreju ha rappresentato la consacrazione definitiva. Sul palco romano si sono alternati giganti della politica mondiale: da Elon Musk alla leader conservatrice britannica Kemi Badenoch, che non ha usato mezzi termini definendo Meloni “una forza della natura”, una donna che non lavora per fama o denaro, ma per “sistemare le cose”.
Persino il laburista Keir Starmer, primo ministro britannico e dichiaratamente di sinistra, ha dovuto ammettere pubblicamente il lavoro “notevole” della premier italiana sulla gestione dei flussi migratori, recandosi personalmente da lei per capire “come fermare le barche”. Un riconoscimento bipartisan che brucia ancora di più alle opposizioni italiane.
Il rapporto privilegiato con Donald Trump non è passato inosservato. Il presidente americano l’ha definita “un leader fantastico”, e secondo fonti diplomatiche è una delle prime persone che contatta nelle questioni internazionali. Badenoch lo ha confermato: “Non sorprende che sia la persona che Trump chiama per prima. Hanno un ottimo rapporto”.
Il Telegraph riconosce a Meloni di aver “rimodellato il dibattito sulla migrazione”, trasformando le sue politiche nel modello continentale. I centri per migranti in Albania, inizialmente attaccati ferocemente dalla sinistra e ostacolati da alcune decisioni giudiziarie, stanno diventando un paradigma studiato e imitato in tutta Europa. Governi liberali e progressisti guardano ora a Roma per capire come gestire un fenomeno che per anni è stato fuori controllo.
L’irritazione delle opposizioni italiane è palpabile. Come si può accettare che una leader considerata “pericolosa” diventi punto di riferimento internazionale? Come spiegare agli elettori che la tanto temuta “fascista” viene celebrata dai media anglosassoni come statista?
La verità, secondo il quotidiano britannico, sta nel carattere della premier: “Quando si tratta dei suoi valori o dell’interesse nazionale dell’Italia, Meloni non si piega per nessuno”. Una determinazione che, combinata con pragmatismo politico e abilità diplomatica, ha impressionato persino i critici più severi.
Fratelli d’Italia è passato dall’1,96% del 2013 al 25,98% del 2022, fino alla vittoria trionfale alle elezioni europee del 2024. Un’ascesa meteoritica che ha spostato gli equilibri politici non solo italiani, ma dell’intero continente.
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“L’Italia non è più il caso disperato d’Europa”, ha dichiarato Badenoch. “Ora Meloni è il leader d’Europa”. Una frase che racchiude la portata di questa rivoluzione silenziosa.
Mentre la sinistra italiana continua a minimizzare e criticare, il mondo guarda altrove. E riconosce in Giorgia Meloni quella leadership forte, coerente e pragmatica che l’Europa cercava da tempo.
