
USA, svolta senza precedenti: ora i turisti devono consegnare tutta la loro vita digitale
Entrare negli Stati Uniti sta per diventare molto più complicato. E molto più invasivo. Una nuova proposta dell’amministrazione Trump, pubblicata ieri sul Federal Register, introduce requisiti di sicurezza senza precedenti per chi viaggia con il programma ESTA. La misura più controversa? L’obbligo di fornire cinque anni di cronologia completa dei propri social media.
Dal facoltativo all’obbligatorio: cosa cambia per i turisti
Fino a oggi, inserire i propri account social nella richiesta ESTA era una scelta. Con la nuova proposta, tutto cambia. La U.S. Customs and Border Protection (CBP) vuole rendere obbligatoria la dichiarazione dei profili social come “elemento essenziale dei dati” per ottenere l’autorizzazione all’ingresso.
La misura riguarderà cittadini di 42 Paesi, tra cui l’Italia e gran parte dell’Unione Europea, che possono visitare gli Stati Uniti senza visto per un massimo di 90 giorni. Secondo le autorità americane, questo controllo approfondito servirà a rafforzare la sicurezza nazionale attraverso un’analisi dettagliata del passato digitale dei visitatori.
Un dossier personale completo: i dati richiesti
L’esame dei social network è solo la punta dell’iceberg. La proposta prevede la raccolta di informazioni molto più estesa:
- Tutti i numeri di telefono personali e aziendali utilizzati negli ultimi cinque anni
- Tutti gli indirizzi email privati e di lavoro degli ultimi dieci anni
- Dati dei familiari stretti: nomi completi, date e luoghi di nascita, numeri di telefono, indirizzi di residenza di genitori, coniuge, fratelli e figli
- Indirizzi IP e metadati delle foto caricate a supporto della domanda
- Dati biometrici: impronte digitali, scansione del volto, DNA e iride
- Selfie recente oltre alla foto del passaporto
Si tratta del più massiccio ampliamento di dati mai richiesto a un turista nella storia del programma ESTA, con un livello di intrusione che ha già scatenato un acceso dibattito sulla privacy.
Le ragioni della stretta americana
Il Dipartimento della Sicurezza Interna giustifica l’iniziativa con la necessità di ottenere una “visione completa” dei viaggiatori prima del loro arrivo. Conoscere contatti, reti sociali e attività online permetterebbe di individuare potenziali rischi e prevenire ingressi pericolosi sul territorio americano.
Ma la misura solleva interrogativi importanti. Farshad Owji, ex presidente dell’American Immigration Lawyers Association, avverte che l’iniziativa potrebbe “raffreddare viaggi ed espressione”, spingendo molti a evitare gli Stati Uniti per timore di controlli eccessivi. Il rischio, secondo gli esperti legali, è che la valutazione dei social diventi uno strumento per interpretare le opinioni politiche dei richiedenti.
Addio al sito web ESTA: solo app mobile
Un’altra modifica significativa riguarda la procedura di richiesta. Sparirà il sito web governativo per l’ESTA, sostituito dall’obbligo di utilizzare esclusivamente un’applicazione mobile. La CBP stima che oltre 14 milioni di persone all’anno dovranno usare la nuova piattaforma mobile una volta introdotte le regole.
Tempi di attuazione
La proposta non è ancora definitiva. Il Federal Register ha aperto un periodo di 60 giorni per la consultazione pubblica, durante il quale cittadini e organizzazioni possono inviare osservazioni e obiezioni. Dopo la valutazione dei commenti, l’amministrazione pubblicherà la versione finale con la data di entrata in vigore.
Leggi anche: Santoro scuote DiMartedì: “Zelensky è politicamente finito?”
Le stime interne indicano una possibile applicazione a partire dal secondo trimestre del 2026. Chi pianifica viaggi negli Stati Uniti da quel momento dovrà prepararsi a fornire una quantità senza precedenti di informazioni personali e digitali.
Impatto sul turismo
L’autorizzazione ESTA continuerà ad avere validità biennale e a costare 40 dollari, ma il semplice modulo online si trasformerà in un vero dossier personale. Una rivoluzione che potrebbe impattare pesantemente milioni di europei, cambiando radicalmente l’esperienza di viaggio verso gli Stati Uniti proprio alla vigilia dei Mondiali di calcio 2026 che il Paese ospiterà.
Fonte: lastampa.it – corriere.it
