Meloni accoglie Abu Mazen ad Atreju: la sinistra spiazzata dalla mossa del premier

Standing ovation al leader palestinese e diplomazia concreta: la mossa del premier smonta le accuse della sinistra

La presenza di Abu Mazen ad Atreju ha fatto esattamente quello che Giorgia Meloni sperava: ha smontato, con i fatti, due anni di narrazioni distorte e attacchi strumentali della sinistra contro il governo. Quando il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese è salito sul palco della festa di Fratelli d’Italia, accolto da una standing ovation, ha certificato qualcosa che le opposizioni non possono più negare: l’Italia di Meloni è un protagonista credibile e centrale nella crisi mediorientale.

“Sono molto contenta che Abu Mazen sia qui ad Atreju”, ha detto il premier presentando l’ospite che poco prima aveva incontrato a Palazzo Chigi, dove per l’occasione è stata esposta anche la bandiera palestinese. “La sua presenza dimostra quanto l’Italia sia stata centrale e protagonista nella difficile crisi mediorientale e quanto possa esserlo ancora nel difficile percorso verso la pace con la prospettiva dei due Stati. E fa giustizia di tante falsità che abbiamo sentito sul governo italiano negli ultimi due anni”.

Quelle “falsità” sono le accuse grottesche che per mesi hanno riempito piazze e cortei della sinistra radicale: l’Italia complice del “genocidio” in Palestina, il governo Meloni schierato solo con Israele, l’indifferenza verso la sofferenza palestinese. Tutte bugie che si sono infrante contro la realtà di un leader palestinese che ringrazia pubblicamente il nostro Paese.

Il video dell’intervento:

Abu Mazen non ha risparmiato elogi: “Esprimo gradimento per la vostra postura a sostegno del processo di pace, ringrazio l’Italia che ha sempre supportato i nostri sforzi, l’addestramento della nostra polizia civile, gli aiuti umanitari e medici, oltre al supporto per il valico di Rafah”. Parole che pesano come macigni su chi ha passato mesi a dipingere questo governo come ostile alla causa palestinese.

Meloni ha sottolineato l’impegno profuso: “Ci ho tenuto a tornare stasera su questo palco per presentare il prossimo ospite. È una partecipazione alla quale tengo particolarmente, perché la questione mediorientale è stata una di quelle su cui abbiamo lavorato di più negli ultimi anni. Sapete quanta energia, difficoltà, lavoro, dibattito e sofferenza ci sono stati attorno alla crisi in Medio Oriente”.

Un lavoro discreto ma efficace, quello del governo italiano, che ha mantenuto un canale aperto con tutte le parti in causa. Non urlando slogan nelle piazze, ma lavorando concretamente sui tavoli che contano. La diplomazia vera, quella che costruisce ponti invece di alzare muri ideologici.

Il leader palestinese ha ribadito ad Atreju la visione della soluzione a due Stati: “Il nostro indirizzo è quello di una pace stabile e duratura, la Palestina può avere l’assetto del 1967 a fianco di Israele, nel rispetto reciproco. È l’unico modo per garantire pace permanente nella nostra regione”. E ha aggiunto: “Lo Stato di Palestina non sarà una preoccupazione securitaria per nessuno, anzi sarà un partner per la costruzione della pace”.

La sala gremita, le imponenti misure di sicurezza, la premier in prima fila accanto allo stato maggiore di Fratelli d’Italia, il presidente del Senato La Russa e persino Gianfranco Fini: tutto ha contribuito a rendere il momento storico.

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E mentre la sinistra resta spiazzata, incapace di riconoscere il risultato diplomatico ottenuto, emerge la credibilità di un governo che ha saputo mantenere equilibrio e autorevolezza. Prima dell’incontro con Abu Mazen, Meloni aveva ricevuto a Palazzo Chigi anche Rom Braslavski, il giovane israeliano rimasto 738 giorni ostaggio di Hamas: un segnale chiaro di come Roma sappia parlare con tutti senza perdere la propria bussola morale.

La presenza di Abu Mazen ad Atreju non è stata una passerella, ma la certificazione di un lavoro serio. E se la sinistra continua a vivere di slogan e narrazioni faziose, la realtà racconta un’altra storia: quella di un’Italia tornata protagonista sullo scacchiere internazionale.

Fonte: ilfattoquotidiano.itansa.it

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