
Risarcimenti fino a 15 milioni, assicurazioni e colpa grave: la battaglia legale è appena iniziata
Dopo la strage di Capodanno al locale Le Constellation di Crans-Montana, emergono con chiarezza i contorni di una questione cruciale: chi dovrà rispondere economicamente delle conseguenze di quella terribile notte? Le cifre in ballo sono impressionanti e potrebbero cambiare per sempre la vita di chi gestiva il locale.
Gli esperti stimano che l’ammontare complessivo dei risarcimenti oscillerà tra i 10 e i 15 milioni di franchi svizzeri. Una somma enorme che dovrà coprire non solo gli indennizzi alle famiglie delle vittime, ma anche le spese mediche per i feriti, alcuni dei quali necessiteranno di cure per tutta la vita a causa delle ustioni permanenti riportate, e i costi per il ripristino della struttura danneggiata.
Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Constellation, si trovano oggi in una posizione estremamente delicata. La legge svizzera prevede che tutti i locali pubblici debbano essere coperti da polizze assicurative adeguate, ma c’è un dettaglio fondamentale che potrebbe cambiare tutto: in caso di “colpa grave”, le compagnie assicurative possono legittimamente ridurre le prestazioni, azzerarle completamente o addirittura pretendere la restituzione di quanto già versato alle vittime.
Nel caso specifico di Crans-Montana, due elementi potrebbero configurare proprio questa colpa grave: l’utilizzo non autorizzato di fuochi d’artificio a freddo nel seminterrato e, soprattutto, la presenza di materiali altamente infiammabili come il poliuretano acustico utilizzato per l’isolamento, in violazione delle norme antincendio svizzere (Vkf).
La normativa elvetica, attraverso l’articolo 58 del Codice delle Obbligazioni, stabilisce un principio chiaro: il proprietario di un immobile risponde automaticamente dei danni provocati da difetti strutturali o da una manutenzione insufficiente. In pratica, per ottenere giustizia basterà dimostrare che il soffitto, avvolto dalle fiamme in pochi istanti, non rispettava le normative di sicurezza. Non serve provare che ci fosse l’intenzione di danneggiare qualcuno.
Se le indagini confermeranno la violazione consapevole delle disposizioni antincendio, lo scenario più probabile prevede che l’assicurazione paghi inizialmente i risarcimenti alle vittime e ai feriti, ma successivamente si rivalga sull’intero patrimonio personale dei gestori. I Moretti potrebbero quindi trovarsi a dover rispondere con tutti i loro beni della tragedia.
Enrico Giarda, penalista esperto di diritto internazionale, ha spiegato che i risarcimenti verranno calcolati secondo parametri precisi. Per le vittime, tutte giovanissime, si considerano principalmente i danni morali subiti dai familiari: genitori, fratelli, nonni. Viene presa in considerazione la sofferenza per la perdita del legame affettivo e l’aspettativa di vita che è stata spezzata. Per chi è rimasto ferito, invece, si quantifica il danno biologico in base ai mesi di cure specialistiche necessarie e alle conseguenze permanenti sulla salute.
Ogni singolo caso diventerà oggetto di trattativa con le assicurazioni, ma una cosa appare già certa: il conto finale sarà estremamente salato. Le famiglie hanno tutto il diritto di costituirsi parte civile nel processo e chiedere giustizia non solo dal punto di vista penale, ma anche economico.
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La tragedia di Crans-Montana lascia quindi dietro di sé non solo un dolore immenso, ma anche una vicenda giudiziaria ed economica destinata a protrarsi per anni, con ripercussioni che potrebbero azzerare completamente il patrimonio di chi quella sera aveva la responsabilità della sicurezza dei ragazzi.
