
Dal malore alla tragedia: indagini su intossicazione e scelte sanitarie
Una vicenda drammatica ha sconvolto il Molise nei giorni successivi al Natale. Antonella Di Ielsi, cinquantenne, e la figlia Sara Di Vita, appena quindicenne, hanno perso la vita in circostanze ancora da chiarire completamente, presumibilmente a causa di un’intossicazione. La famiglia, residente nel piccolo borgo di Pietracatella, stava trascorrendo le festività natalizie quando è iniziato l’incubo.
Tutto ha avuto inizio la sera della vigilia di Natale, quando la famiglia si è riunita per la tradizionale cena a base di pesce e frutti di mare. Nelle ore successive al pasto, tre membri della famiglia hanno iniziato ad avvertire sintomi preoccupanti: violenti crampi addominali, nausea incontrollabile e vomito persistente. Il padre, Gianni Di Vita, 55 anni ed ex primo cittadino del comune, insieme alla moglie Antonella e alla figlia minore Sara, si sono sentiti improvvisamente male.
La situazione è apparsa subito seria. La famiglia si è recata al pronto soccorso del Cardarelli di Campobasso, ma dopo i primi controlli medici, il 25 dicembre, sono stati dimandati a casa. Il giorno seguente, con i sintomi ancora presenti, hanno fatto ritorno in ospedale, ma anche questa seconda visita si è conclusa con un nuovo rientro a domicilio.
Sabato sera la situazione è precipitata. I dolori sono diventati insostenibili e le condizioni dei tre familiari si sono aggravate rapidamente. Tutti e tre sono stati ricoverati d’urgenza: Sara e il padre in rianimazione, Antonella nel reparto di medicina. Nonostante gli sforzi del personale medico, la ragazza è deceduta sabato sera, mentre la madre si è spenta la mattina di domenica nel reparto di rianimazione. Un’evoluzione clinica devastante, caratterizzata da insufficienza epatica seguita da un collasso multiorgano.
Nel frattempo, Gianni Di Vita è stato trasferito d’urgenza all’Istituto Spallanzani di Roma, dove attualmente si trova ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni sono definite stabili e viene costantemente monitorato. Anche la figlia maggiore della coppia è stata condotta nella capitale, ma solo in via precauzionale: la giovane ventenne non aveva partecipato a quella cena e non ha manifestato alcun sintomo, elemento che rafforza l’ipotesi investigativa.
La Procura di Campobasso ha avviato un’indagine complessa su due fronti paralleli. Da un lato, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire cosa abbia causato l’intossicazione. La Polizia Scientifica ha effettuato un sopralluogo nell’abitazione di Pietracatella, sequestrando tutti gli alimenti presenti in casa e recuperando persino parte dei rifiuti organici per sottoporli ad analisi di laboratorio.
Dall’altro lato, l’inchiesta si concentra sulla gestione sanitaria dell’emergenza. Cinque persone appartenenti al personale medico risultano attualmente indagate con ipotesi di reato che includono omicidio colposo plurimo, lesioni personali colpose e responsabilità sanitaria. Gli investigatori stanno esaminando in particolare i due precedenti accessi al pronto soccorso e le decisioni cliniche che hanno portato alle dimissioni delle pazienti. Le cartelle cliniche sono state sequestrate per una valutazione approfondita.
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Il comune di Pietracatella vive ore di profondo dolore. Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali e ha annullato tutte le manifestazioni previste per il periodo natalizio. Le autopsie sui corpi di madre e figlia, già disposte dalla magistratura, saranno decisive per identificare con certezza la natura dell’agente tossico responsabile della tragedia.
Una famiglia distrutta, una comunità in lutto, e tante domande ancora senza risposta in attesa che le indagini facciano piena luce su quanto accaduto.
