Garlasco, Stasi contro la criminologa: battaglia legale su un articolo del 2022

Garlasco, lo scontro infinito: Stasi porta in tribunale una criminologa

Il delitto di Garlasco continua a generare conseguenze legali a quasi vent’anni dai fatti. Alberto Stasi, attualmente detenuto per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007, ha avviato un’azione legale nei confronti della criminologa forense Anna Vagli per presunte affermazioni diffamatorie.

Al centro della disputa c’è un articolo pubblicato nel maggio 2022 su una testata online, firmato dalla Vagli. Il titolo non lasciava spazio a dubbi: “Perché Alberto Stasi è l’assassino di Chiara Poggi al di là di ogni ragionevole dubbio”. Nel pezzo, la criminologa e opinionista televisiva, 36 anni, originaria di Forte dei Marmi, avanzava un’ipotesi sul possibile movente dell’omicidio: secondo la sua ricostruzione, Chiara Poggi avrebbe scoperto materiale pedopornografico nel computer del fidanzato, e questa scoperta sarebbe stata determinante per comprendere la dinamica del delitto.

Proprio su questo punto si concentra la querela presentata da Stasi tramite il suo legale, l’avvocata Giada Bocellari. L’accusa riguarda affermazioni che, secondo la difesa, non troverebbero riscontro nei fatti accertati durante i processi. Va ricordato che, sebbene Stasi sia stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio, la Cassazione ha annullato la condanna relativa alla detenzione di materiale pedopornografico. Dagli atti processuali emerge infatti che sul computer dell’imputato era presente solo pornografia legale, che coinvolgeva adulti consenzienti, senza alcun rilievo penale.

L’elemento contestato da Stasi non riguarda quindi la condanna per omicidio, ormai definitiva, ma la ricostruzione di un movente che, secondo la sua difesa, non è mai stato dimostrato in sede giudiziaria e che rischierebbe di aggravare ulteriormente la sua posizione pubblica.

Il procedimento per diffamazione è atteso per il mese di marzo. Tuttavia, prima di entrare nel merito dell’accusa, sarà necessario risolvere una questione preliminare: dove si terrà il processo. Inizialmente il fascicolo era stato assegnato al tribunale di Milano, ma la difesa di Anna Vagli ha sollevato un’eccezione, chiedendo che il procedimento venga trasferito a Forte dei Marmi, in provincia di Lucca, dove risiede la criminologa. I giudici dovranno quindi stabilire quale sia il tribunale territorialmente competente.

Questa nuova vicenda giudiziaria si aggiunge a una lunga serie di procedimenti, controversie e sviluppi che da quasi due decenni ruotano attorno al delitto di via Pascoli a Garlasco, in provincia di Pavia. L’omicidio di Chiara Poggi, studentessa di 26 anni uccisa nella villetta di famiglia, ha monopolizzato l’attenzione mediatica e giudiziaria italiana per anni, tra dibattiti sulla colpevolezza, ricostruzioni alternative, perizie balistiche e polemiche sulla gestione delle indagini.

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Nonostante il caso sia giuridicamente chiuso con la condanna definitiva di Alberto Stasi, la vicenda continua a vivere in una dimensione parallela: quella dell’opinione pubblica, delle ricostruzioni giornalistiche e, come dimostra questa querela, dei contenziosi tra i protagonisti del dibattito mediatico.

Il processo di marzo dirà se le parole della criminologa abbiano oltrepassato i confini della libertà di espressione e del diritto di cronaca, trasformandosi in diffamazione, oppure se rientrassero legittimamente nell’ambito dell’analisi critica di un caso giudiziario così discusso.

Fonte: qui e qui

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