
Scenario politico italiano: il bilancio di tre anni di governo tra stabilità e cambiamenti
L’anno politico 2025 si chiude con un quadro demoscopico che offre spunti di riflessione interessanti. A tre anni esatti dalle elezioni del settembre 2022, le rilevazioni mostrano una coalizione di governo ancora solida, mentre l’opposizione cerca di costruire una credibile alternativa. I numeri raccontano una storia di equilibri che si consolidano e di sfide che restano aperte.
Il rapporto Human Index elaborato da Spin Factor in collaborazione con Vis Factor ed EMG fotografa una maggioranza che non appare affatto consumata dal tempo trascorso al governo. Fratelli d’Italia mantiene saldamente la leadership con il 28,8%, registrando addirittura una crescita del 2,8% rispetto al risultato elettorale del 2022. Un dato che conferma la capacità del partito di Giorgia Meloni di mantenere e persino rafforzare il proprio consenso.
Forza Italia vive una stagione di rinnovato vigore, attestandosi al 9,6% con un guadagno di 1,5 punti percentuali. Antonio Tajani sembra aver impresso una direzione convincente al movimento azzurro, che si conferma davanti alla Lega. Quest’ultima chiude l’anno all’8,6%, con una flessione minima dello 0,2% rispetto alle politiche. Nel complesso, il centrodestra aggregato raggiunge il 48%, un risultato che testimonia una tenuta significativa.
Sul versante delle forze di opposizione, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein si posiziona al 21,4%, mostrando una crescita del 2,4% rispetto al 2022. Un incremento che segnala una certa capacità di recupero, anche se il distacco dalla prima forza politica rimane considerevole. La Supermedia Youtrend per Agi, che aggrega i sondaggi pubblicati fino al 17 dicembre, colloca il PD al 22,2%, sostanzialmente stabile.
Il Movimento 5 Stelle attraversa invece una fase più complessa. Il 13,5% rilevato dall’Human Index rappresenta un calo dell’1,9% rispetto alle elezioni, confermato anche dalla Supermedia che indica il movimento al 12,2%. Giuseppe Conte si trova di fronte alla sfida di arrestare questa emorragia di consensi e ridefinire il profilo politico del movimento.
Una nota positiva per l’area progressista arriva da Alleanza Verdi e Sinistra, che si attesta al 5,8% con un balzo del 2,2% rispetto al 2022. Tra le forze minori, Azione di Carlo Calenda si posiziona al 3,2%, Italia Viva al 2,6% e Più Europa all’1,7%. Il complesso del centrosinistra, includendo tutte queste componenti, raggiunge il 45%, con un divario di tre punti rispetto alla maggioranza.
Sul fronte del gradimento personale, Giorgia Meloni mantiene la posizione di leader più apprezzata dagli italiani, chiudendo il 2025 con il 44,7% di consenso. Un dato che assume particolare significato se confrontato con il 41,6% del 2024: la premier ha recuperato tre punti percentuali nell’ultimo anno, avvicinandosi al 46,1% che aveva al momento dell’insediamento.
Anche il governo nel suo complesso mostra segnali di tenuta, raccogliendo il 43,8% di gradimento, in crescita rispetto all’anno precedente. Al secondo posto nella classifica dei leader troviamo Antonio Tajani con il 32,8%, seguito da Giuseppe Conte al 31,2%, che guadagna tre posizioni. Elly Schlein scivola invece al quarto posto con il 28,5%, mentre Matteo Salvini chiude questa graduatoria con il 27%.
Tajani si conferma anche il ministro con l’indice di gradimento più elevato, seguito dal ministro della Difesa Guido Crosetto al 29% e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al 28,5%.
Un dato interessante emerge dall’analisi del sentiment sui social network riguardo ai principali temi politici. Rispetto all’insediamento del governo nel 2022, la percezione positiva sull’economia è salita dal 36,2% al 38,3%, segnalando un leggero miglioramento. Sulla sanità il sentiment resta sostanzialmente invariato, passando dal 33,5% al 33,1%. Peggiora invece la percezione sulla geopolitica, che scende dal 30,4% al 24,1%, riflettendo probabilmente le preoccupazioni legate agli scenari internazionali.
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Il quadro complessivo che emerge dalle rilevazioni di fine anno è quello di una maggioranza che resiste alla prova del tempo, contrariamente a quanto spesso accade dopo tre anni di governo. L’opposizione, pur mostrando alcuni segnali di crescita in particolare per il PD e Alleanza Verdi e Sinistra, fatica ancora a presentarsi come un’alternativa pienamente competitiva. I prossimi mesi diranno se questi equilibri saranno destinati a consolidarsi o se nuove dinamiche potranno modificare lo scenario politico italiano.
