
Schlein all’attacco sulla manovra: ma è l’ennesima polemica senza sostanza
La segretaria del Partito Democratico torna alla carica con dichiarazioni al vetriolo. Durante una conferenza stampa convocata al Senato, Elly Schlein ha lanciato l’ennesimo attacco frontale al governo, parlando di “spettacolo inaccettabile” e dipingendo scenari catastrofici sulla legge di bilancio. Ma dietro le parole roboanti, emerge ancora una volta una strategia dell’opposizione che preferisce la propaganda alla proposta.
Secondo la leader dem, la premier Giorgia Meloni “faceva la spavalda” contro le opposizioni solo due giorni prima in Aula, per poi vedere la sua maggioranza sgretolarsi sulla questione pensioni. Una lettura che appare quantomeno forzata, considerando che il governo ha semplicemente dimostrato di saper ascoltare e correggere rapidamente il tiro quando necessario, come avvenuto con il ritiro dell’emendamento su riscatto laurea e finestre pensionistiche.
La Schlein costruisce un castello di accuse su presunti tradimenti e divisioni interne, arrivando ad affermare che “l’età pensionabile aumenta per il 96% dei lavoratori”. Numeri sparati senza contesto, che non tengono conto degli adeguamenti periodici già previsti dalla legge Fornero, eredità, quella sì, di un governo di centrosinistra. Il fatto che il ministro Giorgetti abbia ritirato alcune proposte viene presentato come una sconfitta, quando invece dimostra la capacità dell’esecutivo di dialogare internamente e trovare soluzioni condivise.
Particolarmente strumentale appare l’accusa sulla questione del riscatto della laurea. La segretaria parla di “mani nelle tasche degli italiani”, dimenticando che il governo ha immediatamente fatto marcia indietro proprio per evitare effetti retroattivi che avrebbero colpito chi aveva già riscattato. Una correzione tempestiva che viene trasformata in un’arma di polemica, quasi fosse più virtuoso perseverare nell’errore che ammettere di dover aggiustare una norma impopolare.
E mentre l’opposizione grida alla “maggioranza rotta”, la realtà racconta di un normale confronto democratico all’interno della coalizione di governo. La Lega che solleva dubbi, Forza Italia che esprime perplessità, e il governo che media: questo è il fisiologico funzionamento di una maggioranza plurale. Ben diverso dal monolite ideologico che la sinistra vorrebbe imporre.
La Schlein dimentica di dire che molte delle modifiche ritirate riguardavano tecnicismi pensionistici che l’opposizione stessa non aveva compreso fino in fondo. L’accusa sul Tfr, sul silenzio-assenso, sugli incentivi a Transizione 4.0 appare come un elenco della spesa confuso, dove si mescolano temi diversi senza offrire alcuna alternativa concreta.
Nel frattempo, la manovra procede. Con le sue correzioni, i suoi aggiustamenti, ma soprattutto con risorse vere destinate a sanità, famiglie e imprese. Mentre Meloni e il suo governo lavorano per portare a casa una legge di bilancio equilibrata entro i tempi previsti, la sinistra continua a fare quello che sa fare meglio: alzare polveroni, gridare al complotto, dipingere catastrofi immaginarie.
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Il problema è che gli italiani iniziano a vedere oltre la cortina fumogena. E capiscono che tra chi governa affrontando problemi reali, anche commettendo errori e correggendoli, e chi si limita a criticare senza proporre nulla, la differenza è evidente. La premier può permettersi di essere “spavalda”, perché ha dalla sua i fatti e il consenso di chi l’ha votata. Schlein ha solo la retorica.
