
Il declino inesorabile del Movimento: Conte affonda nei sondaggi mentre il PD di Schlein si rafforza
Il barometro politico italiano continua a registrare un’emorragia di consensi per il Movimento Cinque Stelle guidato da Giuseppe Conte. Gli ultimi rilevamenti della Supermedia YouTrend per Agi, che analizzano le intenzioni di voto fino al 18 dicembre, certificano quello che ormai sembra un trend consolidato: il progetto politico dell’ex premier pentastellato non convince più gli italiani.
Il partito fondato da Beppe Grillo, anche se dopo le recenti turbolenze interne sarebbe più corretto parlare di “ex fondatore”, scivola al 12,2%, perdendo un significativo 0,3% rispetto alle precedenti rilevazioni. Un dato che assume contorni ancora più drammatici se confrontato con i fasti del passato, quando il Movimento sfiorava il 30% dei consensi. La recente assemblea costituente e la rottura definitiva con Grillo non hanno sortito l’effetto sperato da Conte: anziché rinnovare l’appeal del partito, sembrano averlo ulteriormente indebolito.
Nel panorama del centrosinistra, il contrasto non potrebbe essere più evidente. Mentre Conte affonda, Elly Schlein naviga in acque più tranquille: il Partito Democratico guadagna lo 0,1% e si attesta al 22,2%, consolidando la propria leadership nell’area progressista. Un gap di 10 punti percentuali che testimonia come gli elettori di sinistra stiano progressivamente abbandonando il progetto grillino per rifugiarsi nel più tradizionale alveo dem.
Anche Alleanza Verdi e Sinistra subisce una lieve flessione dello 0,1%, scendendo al 6,4%, ma si tratta di oscillazioni fisiologiche ben diverse dal crollo strutturale che sta vivendo il M5S. La verità è che il tentativo di Conte di trasformare il Movimento in un partito personale, liberandosi dell’ingombrante figura del fondatore, sembra essersi rivelato un boomerang clamoroso.
Sul fronte del centrodestra, Fratelli d’Italia mantiene saldamente la leadership nazionale nonostante una leggerissima flessione dello 0,1%, attestandosi al 29,8%. Il partito di Giorgia Meloni conserva un vantaggio di quasi otto punti sul PD, confermandosi la prima forza politica del Paese. Anche gli alleati di governo registrano piccole variazioni: Forza Italia scende all’8,8% (-0,1%), mentre la Lega di Matteo Salvini si ferma all’8,4% (-0,1%). Noi Moderati cresce invece dello 0,1%, raggiungendo l’1,1%.
Nel cosiddetto “terzo polo”, si registra una performance interessante di Carlo Calenda: Azione balza avanti dello 0,4% e conquista il 3,5%, confermandosi come la forza trainante dell’area centrista. Italia Viva di Matteo Renzi perde lo 0,1% e si attesta al 2,5%, mentre Più Europa di Riccardo Magi sale all’1,7% (+0,1%).
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Ma è sul Movimento Cinque Stelle che si concentrano le maggiori preoccupazioni. La strategia di Conte, fatta di aperture a sinistra, rotture traumatiche con la storia del partito e una continua ricerca di un’identità mai davvero trovata, non convince l’elettorato. I numeri parlano chiaro: ogni nuova rilevazione porta con sé un’ulteriore emorragia di consensi. E mentre l’ex premier continua a parlare di “rifondazione” e “nuova fase”, gli elettori votano con i piedi, abbandonando un progetto che appare sempre più confuso e senza prospettive.
La domanda che molti osservatori si pongono è: quanto ancora potrà durare questa discesa? E soprattutto, il M5S riuscirà mai a ritrovare quella forza propulsiva che lo aveva reso protagonista della politica italiana, o è destinato a diventare una forza marginale del panorama politico nazionale?
