
Servizio muto su Garlasco al TgLa7, il direttore resta calmo e ironico mentre la regia scompare
La serata di mercoledì 17 dicembre al TgLa7 è stata tutto fuorché ordinaria. Chi si aspettava la solita conduzione impeccabile di Enrico Mentana è rimasto sorpreso da un siparietto che ha ricordato i tempi d’oro della tv trash, con la differenza che stavolta non c’era nulla di voluto: un servizio sul caso Garlasco è andato in onda completamente privo di audio, costringendo il direttore a una dimostrazione di autocontrollo che avrebbe fatto invidia a un monaco tibetano.
Dopo aver lanciato il contributo, Mentana si è ritrovato a dover gestire l’imbarazzante vuoto sonoro che proveniva dagli schermi. Con la pazienza di chi ne ha viste di tutti i colori, ha subito rassicurato il pubblico a casa: “Se non avete sentito niente, non è un problema del vostro televisore”. Una frase che suona quasi come un mantra per chi ha imparato a convivere con gli imprevisti della diretta televisiva.
Ma mentre cercava di capire dalla regia se il problema fosse risolvibile, il silenzio dall’altra parte è stato assordante quanto quello del servizio. E qui è scattata la prima perla di ironia: “Un bellissimo momento di televisione”. Il sarcasmo gentile di chi sa che arrabbiarsi non servirebbe a nulla, ma un commento al vetriolo non può proprio trattenerlo.
Il “bellissimo momento di televisione”:
“Se non avete sentito niente non è un problema del vostro televisore. Ma c’è una regia? Un bellissimo momento di televisione, complimenti a tutti” pic.twitter.com/JERrqbzVS6
— Il Grande Flagello (@grande_flagello) December 17, 2025
Nel frattempo, il servizio ancora non ripartiva. Un secondo tentativo, un secondo fallimento. E Mentana, sempre più visibilmente provato ma incredibilmente composto, ha esclamato: “Ah benissimo, complimenti a tutti!”. Nei social qualcuno ha sottolineato come il direttore abbia ormai raggiunto un “livello zen” nella gestione delle emergenze tecniche, lontano anni luce dagli sfoghi memorabili di altri colleghi del piccolo schermo.
Mentre continuava a galleggiare nel limbo della diretta in attesa che qualcosa accadesse, Mentana ha provato a stemperare con un tocco di pragmatismo: “Io posso stare qui una mezz’oretta, solo che poi c’è il programma dopo”. Come a dire: cari tecnici, il tempo passa anche per noi, e il palinsesto non aspetta nessuno.
Ed eccoci al momento clou della serata: “Scusate, ma c’è una regia o è in sciopero?”. Detta senza alzare i toni, quasi in tono confidenziale, ma con quel pizzico di frustrazione che traspariva dalle parole. La domanda ha fatto il giro dei social in poche ore, diventando virale e scatenando una serie di commenti divertiti. Qualcuno ha persino evocato i leggendari sfoghi di Emilio Fede, ma la verità è che Mentana ha mantenuto un aplomb che il suo predecessore di Rete 4 poteva solo sognare.
Chi segue il TgLa7 sa bene che non è la prima volta che Mentana si trova a fronteggiare bizzarrie tecniche. Solo a metà novembre aveva dovuto scusarsi per un’edizione trasmessa con luci completamente sballate, definendola “daltonica” e parlando di “condizioni d’emergenza” dopo un guasto improvviso all’impianto di illuminazione. “Capita, si fa tutto in diretta”, aveva detto in quell’occasione con filosofica rassegnazione.
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Ironia della sorte, il contributo che ha innescato il caos riguardava proprio il delitto di Garlasco, caso tornato recentemente sotto i riflettori per nuovi sviluppi giudiziari. L’impossibilità di mandarlo in onda correttamente ha aggiunto un ulteriore strato di frustrazione a una serata già complicata.
Alla fine, il servizio è partito. Ma il danno ormai era fatto: Mentana aveva regalato ai suoi telespettatori, e soprattutto agli utenti dei social, uno dei momenti più esilaranti e umani della televisione italiana recente. Perché se c’è una cosa che la diretta insegna, è che la perfezione non esiste. E forse è proprio questo che rende tutto più interessante.
