
Da Bruxelles la replica dura agli insulti del Cremlino: difesa della democrazia europea e della sovranità dei governi eletti
Il vicepremier italiano smonta le provocazioni del leader russo, che aveva offeso i vertici europei con termini volgari. Da Bruxelles arriva una difesa ferma della sovranità democratica dell’Unione.
Una risposta secca e inequivocabile quella che Antonio Tajani ha riservato a Vladimir Putin. Il ministro degli Esteri italiano, intervenendo da Bruxelles durante la riunione preparatoria del Partito Popolare Europeo, ha respinto con fermezza le offensive dichiarazioni del presidente russo contro i dirigenti dell’Unione europea.
Il capo del Cremlino aveva infatti attaccato frontalmente i responsabili politici dell’Ue, descrivendoli con l’epiteto dispregiativo di “podsvinok”, termine russo che indica letteralmente maialini giovani, tra i quattro e i dieci mesi, sostenendo che si comporterebbero come animali sottomessi agli ordini di Washington durante l’amministrazione Biden. Secondo la versione di Putin, questa presunta subordinazione avrebbe contribuito in modo determinante allo scoppio del conflitto ucraino.
«Si tratta di un linguaggio tipico della caserma», ha commentato Tajani di fronte ai giornalisti, bollando come inappropriato e volgare il registro comunicativo scelto dal leader russo. Il vicepremier ha quindi rivendicato con orgoglio la natura profondamente democratica delle istituzioni europee.
«Nell’Unione europea non esistono maialini sottomessi», ha dichiarato il ministro. «Esistono esclusivamente rappresentanti politici che hanno ottenuto la fiducia dei cittadini attraverso regolari consultazioni elettorali. L’Europa è un continente fondato sulla democrazia».
Tajani ha sottolineato come ogni presidente del Consiglio, cancelliere o primo ministro europeo derivi la propria autorità dalla volontà popolare espressa democraticamente. Un principio che, secondo il capo della diplomazia italiana, merita rispetto universale: «Il verdetto degli elettori va onorato da tutti, tanto da noi quanto da chi ci osserva dall’esterno».
Il ministro degli Esteri ha voluto smontare categoricamente l’accusa di dipendenza dagli Stati Uniti. «Non esistono figure politiche che scodinzolano o inseguono qualcuno», ha affermato con chiarezza. «Ciascun leader governa sulla base del mandato ricevuto dai propri cittadini. Si possono condividere o meno le scelte politiche, questo è legittimo. Ma nessuno agisce come animale domestico al servizio di potenze straniere».
La posizione espressa da Tajani riflette il crescente deterioramento delle relazioni diplomatiche tra Mosca e le capitali europee, un processo accelerato drammaticamente dall’invasione dell’Ucraina e dalle continue ostilità verbali tra le parti.
Non contento degli insulti, il presidente russo ha anche rilanciato le intimidazioni nei confronti di Kiev e dei suoi sostenitori occidentali. Nel medesimo intervento pubblico, Putin ha avvertito che, qualora non si avviassero negoziati seri finalizzati a una soluzione diplomatica, la Russia proseguirà nell’avanzata militare per conquistare quelli che Mosca considera “territori propri” in Ucraina.
Un’affermazione che conferma la linea intransigente del Cremlino e alimenta ulteriormente lo scontro con l’Occidente. Mentre Putin continua a giustificare l’espansionismo militare, l’Unione europea mantiene salda la propria posizione a sostegno della resistenza ucraina e della difesa dell’integrità territoriale degli Stati sovrani.
Leggi anche – Torino chiude i conti con Askatasuna: sequestro e sigilli allo storico centro sociale
La replica di Tajani non rappresenta solo una difesa personale dei leader europei, ma una riaffermazione dei principi fondamentali su cui si basa l’Unione: democrazia rappresentativa, stato di diritto, sovranità popolare. Principi che il ministro ha voluto contrapporre alla retorica aggressiva proveniente da Mosca.
In un momento in cui le tensioni geopolitiche raggiungono livelli sempre più preoccupanti, la posizione italiana ribadisce l’autonomia decisionale europea e la legittimità democratica dei suoi governi, rifiutando qualsiasi narrazione che tenti di sminuire la dignità delle istituzioni continentali o di rappresentare l’Europa come strumento passivo di interessi altrui.
