
Dal palco del Circo Massimo, la premier attacca la sinistra e punta il dito sull’eurodeputata Avs per l’occupazione abusiva di una casa popolare.
Giorgia Meloni non le ha mandate a dire. Dal palco di Atreju, la kermesse annuale di Fratelli d’Italia che si è conclusa al Circo Massimo, la premier ha chiuso la manifestazione con un intervento di oltre un’ora che ha messo nel mirino l’intera sinistra italiana. E tra i bersagli più colpiti c’è stata proprio lei: Ilaria Salis, l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra.
Il discorso della presidente del Consiglio è stato un crescendo di attacchi all’opposizione: dalla Schlein che “fugge dal confronto”, ai superbonus di Giuseppe Conte, fino ad arrivare alla questione delle occupazioni abusive. Ed è proprio su questo tema che Meloni ha riservato le parole più dure per l’eurodeputata ex insegnante, rinviata a giudizio in Ungheria per aggressioni contro militanti di estrema destra.
“Vogliamo dire basta con il buonismo e il giustificazionismo che la sinistra ha stratificato per decenni verso tutte le possibili forme di illegalità”, ha tuonato la premier davanti a una platea entusiasta. “Come l’occupazione abusiva delle case, soprattutto da parte dei centri sociali che organizzano un vero e proprio racket per fare soldi nascondendosi dietro il diritto dei più bisognosi”.
Ma il vero affondo è arrivato subito dopo, quando Meloni ha fatto il nome della Salis: “Poi si è scoperto che quei più bisognosi erano gente tipo Ilaria Salis, figlia di papà e oggi parlamentare europeo”. Le parole della premier hanno scatenato gli applausi della platea, mentre lei continuava imperterrita: “Perché noi questa gente la mandiamo a rappresentarci in Europa? E neanche adesso che guadagna più di 15.000 euro al mese ha pensato di ridare indietro i soldi che deve all’istituto delle case popolari di Milano per la sua occupazione abusiva di una casa destinata alla povera gente”.
La conclusione è stata al vetriolo: “Questi sono i comunisti… Vergogna, vergogna i comunisti… roba da matti”. Un triplo “vergogna” scandito con forza, accompagnato da scroscianti applausi dei militanti presenti. Un attacco che non lascia spazio a interpretazioni e che colpisce dritto al cuore della contraddizione: una parlamentare europea che percepisce uno stipendio consistente ma che, secondo quanto affermato dalla premier, non avrebbe ancora saldato i debiti per le occupazioni abusive.
L’intervento di Meloni ad Atreju è stato molto più di un semplice discorso di chiusura: è stata una vera e propria carica contro tutto ciò che la sinistra rappresenta, secondo la visione del governo. Non solo la Salis, ma anche Elly Schlein, i giornali di opposizione, la Cgil e Maurizio Landini, i giudici, persino Greta Thunberg. La premier ha dimostrato di sentirsi ancora sulla barricata, nonostante governi da oltre tre anni, come se la battaglia politica non si fosse mai fermata.
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Il caso Salis diventa così emblematico di un sistema che, secondo Meloni e Fratelli d’Italia, ha sempre giustificato l’illegalità quando veniva dalla sinistra. L’occupazione di case popolari, che dovrebbero andare a chi ne ha realmente bisogno, trasformata in un privilegio per chi poi si ritrova a sedere nei palazzi europei con uno stipendio d’oro. Una contraddizione che la premier ha voluto mettere in evidenza davanti al suo popolo, ricevendo in cambio un’ovazione.
Un messaggio chiaro: non ci sarà più spazio per il “buonismo” verso chi predica bene ma razzola male, verso chi occupa case destinate ai poveri e poi finisce per rappresentare l’Italia in Europa.
