Atreju chiude col botto: Meloni stende Schlein con l’ironia

Circo Massimo in delirio: Meloni affonda Schlein con una battuta

Il Circo Massimo ha risposto presente. E quando Giorgia Meloni sale sul palco di Atreju per chiudere la kermesse di Fratelli d’Italia, l’ovazione è fragorosa, spontanea, autentica. “Siete la risposta più bella e limpida a chi ancora ci racconta che gli ideali non contano e la politica è solo un gioco di palazzo”, dice la premier galvanizzando una platea che conosce bene. Parole che colpiscono dritto al cuore di chi, per anni, ha scommesso sul loro fallimento.

Ma il momento più gustoso della serata arriva quando è il momento di ringraziare gli ospiti. “Voglio ringraziare tutti i leader delle opposizioni che hanno partecipato. Da Giuseppe Conte a Matteo Renzi a tutti gli altri”, esordisce. E poi arriva l’affondo micidiale: “E voglio ringraziare anche Elly Schlein che ha scelto il morettiano ‘mi si nota di più se vengo o se non vengo?'”. La citazione cinematografica strappa risate e applausi, ma Meloni non si ferma qui e rincara la dose: “Il campo largo lo abbiamo riunito noi, è venuto Conte e l’unica che doveva federarlo non si è presentata”.

Un uno-due che lascia la segretaria del Pd con le spalle al muro. Lei, nello stesso momento, prova a reagire dall’assemblea Pd con dichiarazioni che suonano stucchevoli e distanti: “Meloni è arroccata tra i palazzi, non conosce il Paese”, afferma Schlein. Ma a vedere la folla oceanica che riempie il Circo Massimo, viene da chiedersi: chi è davvero lontano dal Paese reale? Chi preferisce nascondersi dietro la scusa di non legittimare l’avversario politico, o chi si confronta apertamente anche con chi la pensa diversamente?

Il video dell’intervento:


La premier non risparmia stoccate neanche ad altri avversari politici. Su Maurizio Landini e i suoi toni da “rivolta sociale”, Meloni è tagliente: “Se li avessimo usati noi sarebbero arrivati i caschi blu dell’Onu”. E quando parla di Stellantis, non manca di notare ironicamente che “a Elly Schlein si inceppa la lingua quando deve dire Stellantis”. Un riferimento nemmeno troppo velato alle difficoltà della segretaria dem nel gestire temi economici concreti.

“Grazie anche a chi ha fatto le macumbe, qui è andato tutto alla grande”, aggiunge con l’ironia che la contraddistingue. E quando qualcuno le rimprovera di essere “sola”, Meloni invita semplicemente a guardarsi intorno: la risposta è in quelle migliaia di persone che hanno riempito uno dei luoghi simbolo di Roma per ascoltarla. L’ovazione che ne segue vale più di mille parole.

La chiusura è dedicata alle elezioni regionali, con una metafora calcistica che fa centro: “Sognavano il 5-1, ma non è andata così. Sono finite come erano partite, 3-3, palla al centro. Ragazzi, ritentate la prossima volta, sarete più fortunati”. Un messaggio chiaro all’opposizione: le fantasie di crollo del centrodestra restano tali.

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Meloni rivendica con orgoglio i risultati del governo: “Quasi un milione di posti di lavoro in due anni. Silvio Berlusconi sarebbe fiero”, dice ricordando il Cavaliere. E sulla sanità smonta la narrativa di Schlein con i numeri: “Con questo governo c’è lo stanziamento più alto di sempre: 12 miliardi in due anni contro gli 8 miliardi in quattro anni dei governi precedenti. La calcolatrice serve a voi”, conclude con una frecciata al celebre episodio della calcolatrice della segretaria dem.

Mentre Schlein preferisce l’assenza strategica, Meloni incassa consensi, applausi e porta a casa altri tre punti. Calcisticamente parlando, match chiuso.

Fonte: qui e qui

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