
Attacco durante Hanukkah a Sydney: 10 vittime. Un passante disarma uno degli attentatori e salva altre vite.
Un gesto di coraggio incredibile in mezzo al terrore. È quello che ha segnato la tragica giornata del 14 dicembre a Bondi Beach, l’iconica spiaggia di Sydney, dove un attentato durante le celebrazioni del primo giorno di Hanukkah ha causato almeno 10 morti e 18 feriti.
Poco dopo le 18:30, ora locale, due attentatori hanno aperto il fuoco sulla folla riunita per l’evento “Chanukah by the Sea”, organizzato dalla comunità ebraica Chabad con intrattenimento per famiglie. Decine di colpi hanno seminato il panico, trasformando una celebrazione di pace in una scena d’orrore.
I due killer si sono divisi: uno ha sparato da un ponte pedonale rialzato che collega il parcheggio alla spiaggia, l’altro si è diretto su una stradina parallela alla costa, sotto il ponte, continuando a fare fuoco. Nei video diffusi sui social si vedono persone a terra coperte di sangue, alcune immobili vicino a un’auto bianca, altre intorno a tavolini da campeggio.
Il gesto eroico che ha cambiato tutto
In questo scenario di terrore, un passante ha compiuto un gesto che probabilmente ha salvato molte vite. Approfittando di un momento di distrazione di uno degli attentatori, l’uomo lo ha sorpreso alle spalle, lo ha afferrato al collo con una presa ferma e, dopo una breve ma intensa colluttazione, è riuscito a strappargli il fucile. Nei video si vede l’eroe puntare l’arma contro il killer, che si allontana lentamente verso il ponte per ricongiungersi al complice. Non è chiaro se l’uomo abbia sparato o meno. Poi, con lucidità, ha appoggiato il fucile a un albero e ha aspettato le forze dell’ordine.
Questo gesto ha impedito altre vittime e sui social l’uomo è stato subito definito “eroe”.
Il video:
L’intervento della polizia
Gli agenti, accorsi sul posto, hanno neutralizzato i due attentatori in uno scontro a fuoco sul ponte. Uno dei killer è stato ucciso dalla polizia ed è incluso nel bilancio delle vittime, mentre l’altro è in condizioni critiche.
Tra le vittime c’è anche il rabbino di Sydney Eli Schlanger, secondo quanto riferito dalla comunità ebraica locale al Times of Israel.
Il terrore dei testimoni
“Pensavamo fossero fuochi d’artificio, ma era qualcosa di molto peggio”, ha raccontato Elizabeth Mealey, ex giornalista che stava cenando in un ristorante vicino alla spiaggia. “La gente ha iniziato a correre, è stato il panico. È terrificante”.
Letizia Prete, studentessa italiana di 25 anni, ha descritto al Corriere della Sera il momento dello choc: “All’improvviso si sono sentiti dei botti e abbiamo capito subito che erano spari. Nel giro di un minuto la spiaggia piena di gente si è svuotata. Le persone correvano, inciampavano, cadevano, c’era un gran caos e quelli continuavano a sparare”.
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Le reazioni internazionali
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato quello che ha definito un “crudele attacco contro gli ebrei”, esortando le autorità australiane a combattere “l’enorme ondata di antisemitismo”. Il ministro degli Esteri israeliano Saar è stato ancora più duro: “Oggi si sono realizzati gli auspici di chi chiedeva di globalizzare l’intifada”.
Con 10 morti confermati, questo attacco è la sparatoria più letale in Australia dal massacro di Port Arthur del 1996, quando 35 persone furono uccise. Quell’evento portò all’introduzione di alcune delle leggi sul controllo delle armi più severe al mondo.
Fonte: ilgiornale.it – liberoquotidiano.it
