
La strategia USA divide la maggioranza: Crosetto invoca più Europa, Borghi sogna lo smantellamento dell’Ue. Scontro senza precedenti.
La nuova Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha fatto esplodere un caso politico in Italia, con un durissimo botta e risposta tra il ministro della Difesa Guido Crosetto e il senatore leghista Claudio Borghi. Al centro dello scontro, visioni opposte sul futuro dell’Europa e dell’Unione europea.
Tutto parte dal lungo post pubblicato da Crosetto su X in risposta al documento americano. Il ministro non usa giri di parole: secondo Washington, l’Europa non serve più. “Trump ha esplicitato che l’Ue gli serve poco o nulla nella competizione con la Cina”, scrive Crosetto, spiegando che il continente manca di risorse naturali rilevanti, sta perdendo la sfida sull’innovazione tecnologica e non ha potere militare. Il risultato? Gli Stati Uniti hanno deciso che le garanzie di difesa offerte dal 1945 sono finite. Per Crosetto, questo significa che l’Europa deve urgentemente rafforzare le proprie capacità militari e la coesione interna, altrimenti rischia la “cancellazione della civiltà” entro vent’anni, come paventa il documento americano.
Ma Claudio Borghi legge la stessa situazione in modo completamente diverso. “Dove tu leggi che abbiamo bisogno di più armi da comprare insieme alla Ue, io leggo che l’Ue deve essere smantellata per poter tornare a crescere come Italia”, replica il senatore leghista. Non è un’uscita isolata: Borghi da anni critica apertamente Bruxelles e non nasconde le sue simpatie per l’uscita dall’Unione, un tema che la Lega aveva cavalcato in passato con la retorica dell’Italexit.
La risposta di Crosetto arriva immediata e tagliente: “Se non riesci a capire nemmeno un tweet in italiano, come avrai capito il rapporto in inglese”. Un attacco diretto che non lascia spazio a interpretazioni diplomatiche. Il ministro rimarca gli errori dell’Ue, che dice di aver sempre criticato, ma non accetta l’idea di smantellare l’Unione proprio nel momento in cui servirebbero più coesione e investimenti nella difesa.
Borghi però non arretra. “Il riarmo nazionale non è mai stato un tabù per me. Qui siamo di fronte a qualcosa che va oltre lo sconto sul carro armato. Può essere la fine di quel mostro antidemocratico che ci opprime da decenni. Non sprechiamo l’occasione”, rilancia, definendo l’Ue un “mostro antidemocratico”. Il senatore leghista allarga il fronte, citando Elon Musk e Viktor Orbán, entrambi critici feroci di Bruxelles. Musk ha scritto che l’Ue “dovrebbe essere abolita e la sovranità restituita ai singoli paesi”, mentre Orbán ha sostenuto che “i leader europei hanno già deciso: l’Europa andrà in guerra entro il 2030”, un’affermazione che alimenta paure e sospetti.
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Non manca nemmeno il consueto sarcasmo verso Emmanuel Macron, definito ironicamente da Borghi “l’unico leader al mondo che vale la pena seguire”, accompagnato da un grafico che colloca il presidente francese in fondo alla classifica di gradimento tra i leader mondiali.
Lo scontro tra Crosetto e Borghi non è solo una questione di interpretazione di un documento americano. Rappresenta una frattura profonda nella maggioranza italiana, divisa tra chi vede nell’integrazione europea (e negli investimenti comuni nella difesa) l’unica risposta possibile al nuovo scenario geopolitico e chi invece considera questo momento un’occasione per liberarsi dei vincoli di Bruxelles e tornare a una dimensione nazionale.
La questione della difesa comune resta uno dei temi più delicati e divisivi. E questo botta e risposta dimostra che, anche all’interno dello stesso governo, non c’è accordo su quale strada prendere.
Fonte: open.online – rainews.it
