Aggressione con coltello a Venezia tra i turisti

Aggressione con coltello a Venezia: in carcere due turisti inglesi

Una serata di festa nel cuore di Venezia si è trasformata in un incubo la notte di San Valentino. Un ragazzo di 22 anni è stato accoltellato nelle vicinanze del celebre Ponte di Rialto, in una zona affollata di locali e turisti. L’episodio ha scosso la tranquillità del centro storico lagunare, riaccendendo i riflettori sulla gestione della sicurezza nelle aree della vita notturna veneziana.

Il giovane è stato immediatamente soccorso e trasferito in ospedale, dove ha ricevuto le cure d’emergenza. Nonostante la gravità delle ferite riportate, è riuscito a sopravvivere all’aggressione. Le forze dell’ordine hanno avviato tempestivamente le verifiche per identificare gli autori del gesto violento.

Le indagini hanno portato all’identificazione e al fermo di due ragazzi britannici, rispettivamente di 19 e 21 anni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, uno dei due avrebbe materialmente sferrato il colpo con l’arma da taglio, mentre il complice avrebbe partecipato attivamente all’azione violenta. Entrambi sono accusati di tentato omicidio.

L’aggressione sarebbe scaturita da banali diverbi, probabilmente legati a dinamiche tipiche delle serate tra giovani, che sono però degenerati tragicamente in un atto di estrema violenza. Il fatto che l’episodio sia avvenuto in pieno centro, in una zona turistica e molto frequentata, ha aumentato la preoccupazione delle autorità.

Il video:

La Squadra mobile della Questura di Venezia ha condotto un’indagine articolata per ricostruire i fatti e individuare i responsabili. Gli investigatori hanno utilizzato strumenti diversificati: dalle intercettazioni alla videosorveglianza, passando per l’analisi dei profili social media degli indagati e altre fonti informative disponibili.

Grazie alla collaborazione con il Commissariato San Marco e al contributo dell’Esperto per la sicurezza di stanza a Londra, coordinato dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, è stato possibile delineare con precisione il quadro degli eventi e i movimenti dei due sospettati.

I due giovani sono stati rintracciati all’interno di un’abitazione situata nel centro storico di Venezia. L’appartamento appartiene a una donna italiana attualmente in Spagna, la quale avrebbe legami familiari con uno dei fermati. Nell’alloggio era presente anche il coniuge della proprietaria, cittadino statunitense, giunto in città poco prima dell’arrivo dei due ragazzi provenienti da Londra.

Dalle verifiche è emerso che i due si trovavano in Italia per una vacanza iniziata negli ultimi giorni di gennaio. Entrambi avevano già prenotato il volo di ritorno verso il Regno Unito per i giorni immediatamente successivi all’aggressione. Uno dei due fermati frequenterebbe abitualmente Venezia, elemento che ha facilitato la comprensione dei suoi spostamenti e delle sue relazioni sul territorio.

Dopo il fermo, i due indagati sono stati presentati all’Autorità giudiziaria. La rappresentanza diplomatica britannica è stata informata del provvedimento, come stabilito dalla normativa nei casi che coinvolgono cittadini stranieri. All’esito dell’udienza di convalida, il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi.

Nel frattempo proseguono le ricerche dell’arma utilizzata per l’aggressione. Gli investigatori ritengono che il coltello possa essere stato gettato nelle acque del Canal Grande. Il Nucleo sommozzatori della Polizia di Stato sta effettuando perlustrazioni subacquee nelle aree ritenute più probabili in base alla ricostruzione degli eventi.

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L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle zone della movida veneziana, dove la concentrazione di locali, l’elevato afflusso turistico e la complessità del tessuto urbano rendono più impegnativa la gestione dell’ordine pubblico nelle ore serali e notturne.

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