Signorini davanti ai magistrati: ore decisive, ecco come è andata

Il conduttore si difende in Procura e nega ogni violenza: due versioni opposte ora al vaglio dei magistrati

Tre ore di interrogatorio presso la Procura di Milano per Alfonso Signorini, il volto più noto del Grande Fratello. Il conduttore televisivo, accompagnato dai suoi difensori Daniela Missaglia e Domenico Aiello, si è presentato volontariamente negli uffici dei pubblici ministeri Alessandro Gobbis e Letizia Mannella per respingere ogni addebito emerso dalla denuncia di Antonio Medugno, ex partecipante del reality.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Marcello Viola, era scattata il 30 dicembre scorso dopo che Medugno aveva formalizzato accuse pesantissime: violenza sessuale ed estorsione. Reati gravi che, se accertati, avrebbero conseguenze giudiziarie significative. Ma Signorini, attraverso dichiarazioni spontanee e rispondendo alle domande degli inquirenti, ha proposto una narrazione diametralmente opposta rispetto a quella del suo accusatore.

La vicenda affonda le radici nel format web “Falsissimo”, condotto da Fabrizio Corona, dove sono emerse conversazioni private e materiale riservato che hanno innescato il caso mediatico. Corona stesso finì iscritto nel registro degli indagati per revenge porn, sulla base della querela presentata dallo stesso Signorini. Il 23 dicembre l’ex agente fotografico era stato ascoltato dai magistrati, proprio come indagato.

Secondo la ricostruzione offerta da Medugno nelle settimane precedenti, dietro le quinte del Grande Fratello si sarebbe consumato un presunto “sistema” di favori sessuali richiesti ai concorrenti o agli aspiranti tali. Un racconto che aveva spinto il giovane a rivolgersi alla giustizia dopo anni di silenzio. “Mi ero fidato del mio vecchio manager, minimizzando tutto perché mi avevano fatto credere fosse normale,” aveva spiegato pubblicamente.

Ora però emergono due versioni inconciliabili. Da una parte le dichiarazioni di Medugno, destinate a essere formalizzate davanti ai pm secondo la procedura prevista dal cosiddetto “codice rosso” per le vittime di violenze. Dall’altra la difesa del conduttore, che rivendica piena correttezza professionale e respinge categoricamente qualsiasi comportamento illecito.

Il fascicolo sul revenge porn, intanto, ha consentito il sequestro di chat, fotografie e video che potrebbero costituire elementi cruciali nell’inchiesta. Materiale che dovrà essere vagliato dagli investigatori per stabilire cosa accadde realmente e se esistano altri episodi da approfondire. Non è escluso che l’indagine possa allargarsi: anche Gianluca Costantino, altro ex concorrente del reality, ha fatto sapere tramite il suo legale Leonardo D’Erasmo di stare valutando se presentare a sua volta una denuncia.

Nel frattempo, Signorini ha scelto l’autosospensione dai suoi impegni con Mediaset, compresa la conduzione del Grande Fratello. Una decisione che molti hanno interpretato come un tentativo di abbassare i toni in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

Resta il fatto che siamo ancora nella fase iniziale dell’inchiesta. I pm dovranno ascoltare tutte le parti, acquisire gli accertamenti tecnici necessari e verificare la credibilità delle diverse versioni. Solo allora sarà possibile capire se dietro il polverone mediatico ci siano reati concreti o soltanto un regolamento di conti esploso pubblicamente.

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La presunzione d’innocenza è un principio cardine del nostro ordinamento. Eppure il sospetto, alimentato da settimane di rivelazioni mediatiche, continua ad aleggiare. La verità, ammesso che emerga chiaramente, richiederà tempo e pazienza.

Fonte: qui e qui

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