
Sondaggi cristallizzati, governo stabile e opposizioni in affanno: il 2025 si chiude senza veri cambiamenti
L’anno che si sta per chiudere consegna al panorama politico italiano un dato inedito: i rapporti di forza tra le coalizioni sono rimasti pressoché cristallizzati. Secondo le elaborazioni basate sui sondaggi pubblicati a dicembre, il centrodestra mantiene una posizione di solidità, mentre l’opposizione fatica a erodere consensi al governo guidato da Giorgia Meloni.
Il partito della premier si conferma la prima forza politica del Paese, attestandosi intorno al 30% delle preferenze. I dati più recenti mostrano una leggera oscillazione, con Fratelli d’Italia che secondo alcune rilevazioni raggiunge il 30,4%, mentre altre analisi lo collocano al 30,5%. Si tratta di variazioni minime, ma il dato politico rilevante è che il partito di Meloni ha attraversato l’anno senza perdere terreno, anzi guadagnando qualche decimale rispetto ai mesi iniziali del 2025.
Al secondo posto si colloca stabilmente il Partito Democratico, che si mantiene poco sopra il 22%. La segretaria Elly Schlein non è riuscita a capitalizzare le difficoltà del governo, in particolare quelle legate all’approvazione della manovra finanziaria che ha generato tensioni e polemiche. Il Pd ha perso quasi due punti nel corso dell’anno, un segnale che evidenzia le difficoltà dell’opposizione nel costruire una narrativa alternativa capace di attrarre nuovi elettori.
Il Movimento 5 Stelle chiude l’anno in crescita, attestandosi intorno al 12-12,8%. Rispetto ai mesi precedenti, il partito guidato da Giuseppe Conte ha guadagnato circa un punto e mezzo, riconquistando terreno dopo una fase di difficoltà. Alcune rilevazioni mostrano tuttavia lievi flessioni nell’ultimo periodo, segnalando una certa volatilità nel consenso.
Continua il testa a testa tra i due principali alleati di governo. Forza Italia si conferma in vantaggio sulla Lega, con percentuali che oscillano tra l’8,6% e l’8,7%, mentre il Carroccio si attesta tra l’8,3% e l’8,7%. Il sorpasso del partito di Antonio Tajani su quello di Matteo Salvini si è consolidato nel corso dell’anno, rappresentando uno dei pochi cambiamenti significativi all’interno della coalizione di governo.
Alleanza Verdi-Sinistra mantiene una posizione solida intorno al 6,5-6,6%, confermandosi come quarta forza dell’opposizione. Più indietro troviamo Azione di Carlo Calenda, che oscilla pericolosamente intorno alla soglia di sbarramento del 3%, seguito da Italia Viva di Matteo Renzi al 2,3-2,4% e Più Europa all’1,5-1,6%.
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L’elemento che più colpisce nell’analisi dei sondaggi è l’assenza di dinamismo. Tradizionalmente, i governi perdono consensi col passare del tempo, ma il governo Meloni rappresenta un’eccezione sia nel contesto italiano che europeo. Nonostante le polemiche sulla legge di Bilancio, le difficoltà economiche e le tensioni internazionali, la maggioranza ha mantenuto il 47% dei consensi dall’inizio dell’anno, mentre l’opposizione nel suo complesso è passata dal 42,7% al 41,4%.
Questo scenario fotografa un Paese dove gli equilibri politici appaiono solidificati e dove l’alternanza, per il momento, resta un orizzonte lontano.
