
L’ennesimo viaggio diplomatico di Zelensky: domenica l’incontro con Trump
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si prepara a un nuovo appuntamento cruciale nella sua frenetica agenda diplomatica. Domenica prossima volerà in Florida per incontrare Donald Trump nella celebre residenza di Mar-a-Lago. L’annuncio è arrivato attraverso i canali ufficiali di Kiev, con Zelensky che ha parlato di “progressi” e della possibilità che “molto venga deciso prima del nuovo anno”.
Non è la prima volta che il leader ucraino si affida a dichiarazioni ottimistiche in vista di incontri internazionali. Da quando è scoppiato il conflitto, Zelensky ha moltiplicato le sue apparizioni sui palcoscenici mondiali, raccogliendo consensi e promesse di sostegno. Tuttavia, mentre la retorica diplomatica si intensifica, sul campo la situazione rimane drammatica e lontana da una risoluzione concreta.
Secondo quanto riportato dal giornalista di Axios Barak Ravid, citando fonti ucraine, l’incontro con Trump rappresenterebbe un “significativo passo avanti” nei negoziati sul piano di pace americano. Zelensky stesso ha dichiarato sui social di aver ricevuto aggiornamenti dal ministro della Difesa Rustem Umerov riguardo ai contatti con la controparte statunitense, sottolineando che “non si sta perdendo nemmeno un giorno”. Parole rassicuranti, ma che contrastano con la realtà di una guerra che continua a mietere vittime ogni giorno.
La diplomazia a tutto campo del presidente ucraino sembra procedere su binari paralleli rispetto alla tragedia quotidiana che vive il suo popolo. Proprio durante il Natale, mentre Zelensky pianificava il suo prossimo vertice internazionale, gli attacchi russi hanno causato almeno tre morti e tredici feriti nelle regioni di Zaporizhzhia, Donetsk e Kherson. Una contraddizione stridente tra le dichiarazioni ottimistiche e la brutalità del conflitto sul terreno.
Nel frattempo, Mosca continua la sua offensiva propagandistica. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha annunciato la disponibilità a firmare un “patto di non aggressione reciproca con i Paesi NATO”, parlando di un documento “giuridicamente vincolante”. Un’apertura che suona più come una mossa tattica che come un’autentica volontà di pace, considerando l’intensità degli attacchi militari che proseguono senza sosta.
I contatti diplomatici si moltiplicano anche attraverso canali meno ufficiali. Il Cremlino ha confermato che, dopo i colloqui di Miami tra l’inviato russo Kirill Dmitriev e i rappresentanti americani Steve Witkoff e Jared Kushner (genero di Trump), sono stati avviati nuovi contatti tra le amministrazioni. Il portavoce Dmitry Peskov ha parlato di un “dialogo che continua”, coinvolgendo Yuri Ushakov per la parte russa e vari interlocutori della Casa Bianca.
Resta da vedere se l’incontro di Mar-a-Lago porterà risultati concreti o se si trasformerà nell’ennesima occasione mediatica per Zelensky. Le fonti diplomatiche ammettono candidamente che i nodi più complessi rimangono irrisolti: le garanzie di sicurezza per l’Ucraina, il controllo territoriale e le responsabilità legali della Russia. Sono questioni che non si risolvono con ottimismo e dichiarazioni d’intenti.
Zelensky ha menzionato “alcune nuove idee” emerse durante le conversazioni telefoniche con gli inviati presidenziali americani, descrivendo discussioni approfondite su “formati, incontri e tempistiche”. Tuttavia, dopo quasi tre anni di guerra, gli ucraini hanno imparato a diffidare delle promesse e a contare più sui fatti che sulle parole.
Leggi anche – USA colpiscono ISIS in Nigeria per difendere i cristiani
Mentre il presidente ucraino si prepara per l’ennesimo summit internazionale, la domanda che molti si pongono è se questa frenetica attività diplomatica stia davvero avvicinando la pace o serva principalmente a mantenere viva l’attenzione mediatica su un conflitto che rischia di essere normalizzato dall’Occidente.
Fonte: qui e qui
