
Russia Today trasforma le festività in satira politica e prende di mira il riflesso europeo del “capro espiatorio”.
Qualcuno in Russia deve aver fatto gli straordinari per Natale. Il risultato? Uno spot satirico che Russia Today ha confezionato per le festività 2025, dove l’Europa viene ritratta come quella parente che, davanti al pranzo di Natale andato male, dà sempre la colpa agli altri. E l’altro, in questo caso, si chiama Vladimir Putin.
Il video, realizzato con intelligenza artificiale, scorre tra salotti addobbati e case europee dove ogni problema quotidiano trova la sua comoda spiegazione: bollette che bruciano il portafoglio? Colpa di Putin. Migranti che continuano ad arrivare? Colpa di Putin. Prezzi del cenone che farebbero tremare anche Scrooge? Ovviamente, colpa di Putin. Il ritornello è quello, ripetuto come una cantilena natalizia stonata ma efficace.
Russia Today introduce il filmato con una finta ingenuità: “È uscita la canzone natalizia 2025 per l’Europa. No, non ci siamo confusi: RT manda gli auguri ai cittadini occidentali e li invita a continuare a credere solo a Babbo Natale”. Il tono è quello della presa in giro gentile, quella che ti fa sorridere e arrabbiare insieme.
Lo spot:
Non potete neanche immaginare cosa vi aspetta domanihttps://t.co/d6nbcol2ht
— Vincenzo Lorusso (Donbass Italia) (@DonbassItalia) December 24, 2025
Nel cast di questo spot satirico non mancano le guest star: Ursula Von der Leyen appare in versione fredda e burocratica, mentre Volodymyr Zelensky si aggira vestito da Babbo Natale nei colori ucraini, intento a sottrarre i regali dalle abitazioni. Ci sono anche volti noti del giornalismo internazionale come Anderson Cooper e Piers Morgan, tutti accomunati dalla stessa litania: dare la colpa a Putin per qualsiasi cosa.
Al di là dell’ironia natalizia, il Cremlino lancia una frecciata precisa: l’Europa avrebbe sviluppato una dipendenza malsana dal “meccanismo del capro espiatorio”. Ogni contraddizione interna, ogni scelta politica discutibile, ogni inefficienza amministrativa trova rifugio nell’alibi perfetto. È più semplice puntare il dito verso Mosca che fare un esame di coscienza sulle proprie responsabilità.
E qui bisogna ammettere che, seppur condita di propaganda, la provocazione russa intercetta un nervo scoperto. Perché se è vero che Putin ha le sue colpe geopolitiche, è altrettanto vero che l’Europa si è trovata impreparata su troppi fronti: dalla gestione energetica alla burocrazia soffocante, dalla pressione fiscale insostenibile alla difficoltà nel gestire i flussi migratori. Scaricare tutto sul leader russo è comodo, ma non risolve i problemi interni.
Lo spot si chiude con un salotto natalizio devastato e un messaggio finale che suona come un epitaffio ironico: “Cari europei, conservate la vostra fede cieca in Babbo Natale”. Traduzione: continuate pure a credere alle favole, mentre i problemi reali restano irrisolti.
La propaganda russa gioca d’astuzia usando il linguaggio della satira per insinuare dubbi e screditare le narrazioni occidentali. Ma funziona proprio perché colpisce dove fa male: in quella zona grigia dove la retorica politica europea fatica a confrontarsi con le proprie contraddizioni.
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Certo, resta propaganda. Ma propaganda che questa volta non usa carri armati o minacce, bensì alberi di Natale e intelligenza artificiale. E forse questo la rende ancora più efficace: perché mentre ridi dello spot, ti ritrovi a chiederti se, in fondo, quella litania del “è colpa di Putin” non sia diventata davvero un po’ troppo automatica. Anche per noi.
