
Il sondaggio Youtrend ribalta la narrazione: cresce la sfiducia e crolla il consenso, anche a sinistra.
Gli italiani stanno cambiando idea su Francesca Albanese. O forse, più semplicemente, stanno cominciando a capirci qualcosa di più. Secondo l’ultimo sondaggio Youtrend, il 41% della popolazione maggiorenne non si fida della relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi. Solo il 17% dice invece di sostenerla. Un dato che, più che fotografare un “crollo”, racconta una presa di coscienza.
Perché, diciamolo, parlare di “fiducia perduta” presuppone che ci sia stata una fiducia da dare. E agli italiani, in realtà, non è mai stato chiesto di fidarsi di lei. Albanese non è stata eletta da noi, non ci rappresenta, non risponde ai cittadini italiani. È una funzionaria Onu con un mandato specifico. Eppure, nei mesi scorsi, una parte della politica e dei media l’ha trasformata in un simbolo, in un’icona da difendere o attaccare. Ora i numeri raccontano altro: quel simbolo non regge più.
I numeri parlano chiaro, ma non sorprendono
Rispetto a due mesi fa, la percentuale di chi non si fida è cresciuta di 16 punti (era al 25% a ottobre), mentre chi le accorda fiducia è sceso di 9 punti (dal 26% al 17%). Un cambiamento rapido, certo, ma non inspiegabile. Settimane di polemiche, dichiarazioni controverse, accuse bipartisan di estremismo e un uso sempre più disinvolto del proprio ruolo istituzionale hanno fatto il resto.
Interessante anche il 42% di chi non la conosce o non si esprime: segno che, al di fuori delle bolle mediatiche, Albanese resta una figura marginale. Molto urlata, ma poco compresa.
Le divisioni politiche (e dentro la sinistra)
Il sondaggio mostra differenze nette lungo l’asse politico. Tra gli elettori di centrodestra, il 53% non si fida di lei, contro un misero 5% che la sostiene. Nessuna sorpresa: Albanese è stata bersaglio costante della maggioranza, che l’ha accusata più volte di parzialità e radicalismo.
Ma è a sinistra che emergono le crepe più significative. Tra gli elettori del cosiddetto “campo largo”, la spaccatura è evidente: 38% di fiducia contro il 35% di sfiducia. Ancora più interessante il dato del Partito Democratico, dove prevale nettamente la sfiducia: 47% contro il 34%.
Insomma, anche dentro l’elettorato progressista, quello che dovrebbe essere il suo bacino naturale, Albanese non convince. Forse perché una cosa è sostenere la causa palestinese, un’altra cosa è abbracciare posizioni estremiste e divisive.
Social e realtà: un giudizio senza appello
Sotto il post di Youtrend su Instagram, i commenti si sono moltiplicati. Molti sono critici, alcuni ironici, quasi tutti netti. C’è chi la definisce “radicale”, chi la accusa di danneggiare la stessa causa che dice di difendere, chi semplicemente la considera fuori contesto. Qualcuno scrive: “Io appoggio la causa palestinese, ma non Albanese. Ha posizioni estremiste”. Un altro: “Non c’è da stupirsi che gli italiani la detestino”.
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Sono voci diverse, ma con un punto in comune: la percezione di una figura che non dialoga, non media, non costruisce. Che usa il suo ruolo per dividere anziché per unire.
Una profezia che si autoavvera
Francesca Albanese è diventata, volente o nolente, una figura polarizzante. Ma forse lo è sempre stata, solo che ora è più evidente. Il problema non è che gli italiani abbiano “perso fiducia” in lei. Il problema è che molti hanno iniziato a chiedersi se ci fosse mai stata una ragione per accordargliela. E la risposta, a giudicare dai numeri, sembra essere sempre più chiara.
Fonte: liberoquotidiano.it – ilgiornale.it
