
Dal brindisi di Natale al giudizio politico: l’elogio di Pier Silvio accende il dibattito su governo, media e futuro del centrodestra.
Durante il tradizionale brindisi di Natale negli studi di Cologno Monzese, Pier Silvio Berlusconi ha fatto un bilancio del 2025 che difficilmente dimenticherà. L’amministratore delegato di Mediaset ha celebrato quella che definisce una vera trasformazione: l’acquisizione del gruppo tedesco ProSiebenSat.1 e l’ingresso nella portoghese Impresa hanno fatto di MFE il primo gruppo televisivo europeo. “C’è un prima e c’è un dopo”, ha detto con orgoglio, snocciolando numeri che parlano chiaro: da 110 a 220 milioni di spettatori in sei Paesi e ricavi raddoppiati a oltre 7 miliardi di euro.
Ma non è stato solo un discorso aziendale. Come spesso capita quando si parla con i Berlusconi, il confine tra impresa e politica diventa sottile, quasi naturale. E così Pier Silvio ha colto l’occasione per dire la sua sul governo Meloni, con parole che non lasciano spazio a dubbi: “Giorgia Meloni è il miglior primo ministro che c’è in Europa”. Un elogio senza mezzi termini, accompagnato da una difesa dei risultati economici dell’esecutivo. “Quando guardo i dati prendo atto che il PIL è positivo, l’occupazione sale, l’inflazione scende”, ha aggiunto, respingendo le critiche su un presunto allineamento della premier a Trump. “Gestisce una situazione complicata con equilibrio, fa un lavoro sacrosanto”.
Sul fronte dell’editoria, le parole sono state più sfumate ma altrettanto significative. La possibile cessione del gruppo Gedi-Repubblica a mani straniere, ha ammesso, “da italiano un po’ dispiace”. Pur riconoscendo che “il mercato è il mercato”, Pier Silvio ha lasciato trasparire un pizzico di nostalgia per quando i grandi gruppi editoriali rimanevano italiani. E quando gli hanno chiesto di un possibile interesse dei Berlusconi per Gedi, la risposta è stata diplomatica ma rivelatrice: “È fanta-fanta-editoria, ma dire che non piacerebbe sarebbe falso”. Nel frattempo ha riservato parole di apprezzamento per Urbano Cairo, definendolo “l’unico editore puro rimasto in Italia” e lodando il lavoro fatto con il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport.
Non sono mancati i riferimenti a Forza Italia, il partito fondato dal padre Silvio e oggi guidato da Antonio Tajani. Pier Silvio ha espresso “gratitudine vera” per il lavoro del segretario e della squadra che ha tenuto in vita il partito dopo la scomparsa del Cavaliere. Ma il messaggio è stato chiaro: “Servono facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato”. Un invito al cambiamento che suona come un auspicio per il futuro, senza però mettere in discussione i valori di fondo. Quanto alla solita domanda su una sua possibile discesa in campo, la risposta è stata secca: “Non è un tema che oggi esiste. Tutte le mie energie sono dedicate all’azienda, all’Europa e alla famiglia”.
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Sul fronte internazionale, non tutto fila liscio. La Germania, ha ammesso Pier Silvio, è una bella sfida: il mercato pubblicitario televisivo è in calo dell’8% e il neo-CEO Marco Giordani “avrà un gran daffare”. Eppure, a differenza del concorrente Rtl Deutschland che ha annunciato 600 licenziamenti, MFE ha escluso tagli al personale. Anche la Spagna presenta difficoltà, con un mercato pubblicitario in calo del 10%, ma il gruppo sta lavorando a un piano di rilancio.
Il sogno? Entrare in Francia. Ma per ora, ha ammesso con realismo, “non vedo spiragli”.
Fonte: ilgiornale.it – corriere.it
