
La proposta di patrimoniale arriva fino al campione del tennis: ma Sinner vive a Montecarlo e Landini “sbrocca”…
Maurizio Landini non perde occasione per far parlare di sé. Il segretario della Cgil ha scelto ancora una volta un talk-show radiofonico per lanciare la sua crociata contro i ricchi, tirando in ballo nientemeno che Jannik Sinner. Ospite di “Un giorno da pecora” su Rai Radio Uno, Landini ha ipotizzato l’applicazione della sua patrimoniale all’1,3% anche sul tennista, dimenticando un piccolo dettaglio: Sinner risiede a Montecarlo da tempo e non può quindi essere vittima della voracità fiscale italiana.
La logica del sindacalista è tanto semplice quanto discutibile: chi guadagna tanto, anche se tassato fino all’osso, resta comunque ricco. “Se uno ha dieci milioni di euro e ne paga sessantamila di tasse, rimane comunque ricco”, ha dichiarato Landini, come riporta LaPresse. Sul piano contabile potrebbe anche avere ragione, ma questo ragionamento tradisce una concezione arbitraria del diritto di proprietà, dove i beni di chiunque diventano disponibili alle mire del legislatore di turno.
Ma è sul piano economico che questa politica del risentimento produce i danni maggiori. Landini dovrebbe chiedersi perché pochi giorni fa gli svizzeri hanno bocciato a larga maggioranza la proposta di tassare le successioni milionarie. La risposta è duplice: da una parte c’è un autentico rispetto per la proprietà altrui, dall’altra la consapevolezza che mettere in fuga i ricchi significa autoinfliggersi un danno economico.
L’Italia è ormai da troppo tempo un inferno fiscale, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: crescita ferma, debito pubblico fuori controllo, debito pensionistico che schiaccia le giovani generazioni. Non sono solo i campioni di tennis a lasciare il Paese. Anche laureati, professionisti e aspiranti imprenditori prendono regolarmente l’aereo per l’Olanda, il Regno Unito o altri lidi più ospitali. Le politiche sindacalistiche di questi decenni hanno creato un sistema soffocante di sprechi e privilegi che allontana chiunque abbia talento e ambizioni.
Cosa crede Landini che faranno gli ultramilionari che vorrebbe “spolpare”, se il legislatore dovesse dargli ascolto? Pensa davvero che resteranno qui a finanziare il baraccone pubblico degli sprechi? La scelta di Sinner di trasferirsi a Montecarlo dovrebbe essere un monito chiaro per tutti i demagoghi: quando un Paese diventa invivibile fiscalmente, le persone votano con i piedi.
Il campione altoatesino, che Landini ha ammesso di apprezzare come tennista (“È molto bravo, anche se tecnicamente preferisco Musetti e Alcaraz”), ha lanciato un messaggio cristallino con la sua decisione di stabilirsi oltreconfine. Un messaggio che evidentemente qualcuno non vuole proprio sentire.
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E così continuiamo a dare credito a chi ogni venerdì, domani incluso, ci infligge scioperi a ripetizione, rendendo la vita impossibile a chi usa i mezzi pubblici e non solo. Mentre Landini continua la sua battaglia ideologica contro i ricchi, il Paese perde competitività, talenti e opportunità. Forse sarebbe il caso di riflettere su quale modello economico vogliamo davvero: uno che punisce il successo e premia l’inefficienza, o uno che crea le condizioni perché i nostri campioni, nello sport come nel lavoro, possano restare e contribuire alla crescita di tutti.
La domanda vera non è se Sinner debba pagare più tasse, ma perché l’Italia sia diventata un Paese da cui conviene scappare.
Fonte: ilgiornale.it – lapresse.it
