Crosetto frena le polemiche: «Nessuno vuole la leva obbligatoria»

Il ministro della Difesa Crosetto mette fine agli allarmismi: l’idea è una riserva volontaria, non un ritorno alla coscrizione

Nelle ultime settimane si è parlato molto di un possibile ritorno della leva militare in Italia. La questione ha scatenato dibattiti accesi in politica e non poche preoccupazioni tra giovani e famiglie. Ma il ministro della Difesa Guido Crosetto ha voluto mettere subito le cose in chiaro: «Nessuno vuole rimettere la leva obbligatoria».

Un chiarimento necessario

Martedì sera, ospite di Realpolitik su Rete4, Crosetto è intervenuto con un messaggio diretto e senza giri di parole. «Si continua a parlare facendo allarmismo di leva obbligatoria, che nessuno vuole mettere», ha detto, respingendo del tutto l’idea di un arruolamento forzato. Le sue parole arrivano dopo giorni di polemiche nate da un fraintendimento: «Io ho parlato di leva volontaria, che non ha niente a che vedere con la preparazione di una guerra».

Il ministro l’ha ribadito più volte, sia in TV che in un’intervista ad Avvenire: «La leva obbligatoria l’abbiamo messa in naftalina e non abbiamo alcuna intenzione di ripristinarla». Un messaggio chiaro per chi ha temuto un ritorno alla coscrizione abolita nel 2005.

Il video dell’intervento:

Il modello svizzero come esempio

Per far capire meglio la sua proposta, Crosetto ha fatto riferimento a modelli già esistenti in altre democrazie. L’esempio principale? La Svizzera, un Paese che «da 500 anni non fa una guerra» ma mantiene una riserva militare fatta di cittadini sempre pronti e preparati.

L’idea del ministro è offrire a chi vuole la possibilità di dedicare volontariamente un anno della propria vita a un servizio per lo Stato, dentro o a supporto delle Forze Armate. «Parlo di un servizio a vantaggio dello Stato, nelle forze armate o a loro supporto, che può essere svolto in tanti modi diversi», ha spiegato. Una riserva volontaria, quindi, non un obbligo per tutti.

«Il mio lavoro è evitare la guerra»

Il ministro ha anche respinto con forza le accuse di chi l’ha accusato di essere un guerrafondaio. «Dio ci scampi da una guerra. Il mio lavoro è fare di tutto perché questo Paese non corra alcun rischio», ha dichiarato Crosetto, sottolineando come l’Italia si ponga come elemento di equilibrio «in un mondo che ogni tanto perde la ragione».

«Nessuno pensa di obbligare i nostri figli ad arruolarsi o di creare le condizioni per una guerra», ha ripetuto, chiarendo che ogni ipotesi di servizio militare sarebbe basata sulla volontarietà e su forme diverse di impiego, che potrebbero includere anche competenze tecnologiche e digitali.

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Una proposta che continua a dividere

Le parole del ministro arrivano in un momento geopolitico delicato, mentre in Europa diversi Paesi (dalla Germania alla Svezia, dalla Finlandia ai Paesi baltici) stanno rafforzando i propri sistemi di difesa. In Italia cresce l’attenzione sul tema della sicurezza, ma secondo Il Messaggero la posizione del governo resta prudente e orientata verso soluzioni su base volontaria.

Il chiarimento di Crosetto punta a sgonfiare tensioni e fraintendimenti, ridimensionando un dibattito che rischiava di scivolare nell’allarmismo. Ma la discussione sul futuro di un eventuale servizio volontario continuerà sicuramente a essere al centro del confronto politico nelle prossime settimane.

Fonte: adnkronos.comilmessaggero.it

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