Tag: libertà di espressione

Bolzano, oltraggi contro Meloni: quando il dissenso diventa offesa
CRONACA

Bolzano, oltraggi contro Meloni: quando il dissenso diventa offesa

A Bolzano un fotomontaggio accosta Meloni a Hitler: indignazione trasversale e rimozione dopo la protesta dei cittadini. Un episodio che lascia l'amaro in bocca ha scosso il clima natalizio di Bolzano. Nel cuore della città, proprio accanto ai tradizionali mercatini che richiamano migliaia di visitatori, la vetrina di un negozio di articoli sportivi è diventata teatro di un'iniziativa tanto provocatoria quanto deplorevole. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata raffigurata con i tratti di Adolf Hitler in un fotomontaggio esposto pubblicamente. A denunciare l'accaduto è stato Alessandro Urzì, deputato e coordinatore di Fratelli d'Italia per il Trentino Alto-Adige, che non ha usato mezzi termini nel condannare quella che ha definito una manifestazione di "fanatismo ideologi...
Vittorio Feltri condannato per molestia discriminatoria: una sentenza che fa discutere
CRONACA

Vittorio Feltri condannato per molestia discriminatoria: una sentenza che fa discutere

La sentenza di Torino riaccende lo scontro tra libertà di espressione e discorsi discriminatori. Una decisione che scuote il mondo dell'informazione italiana e riaccende il dibattito sulla libertà di espressione. Il Tribunale di Torino ha accolto il ricorso dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (Asgi) condannando Vittorio Feltri per molestia discriminatoria. La sentenza, firmata dal giudice Ludovico Sburlati, si riferisce alle dichiarazioni rilasciate dal giornalista durante la trasmissione radiofonica "La Zanzara" il 28 novembre 2024. L'intervista che ha scatenato la polemica Tutto nasce da un'intervista su Radio24, condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, in cui Feltri commentava i disordini seguiti alla morte del diciannovenne egiziano Ramy Elgaml nel quartiere Co...
Trump mette al bando i fact-checker: stretta sui visti USA
ESTERI

Trump mette al bando i fact-checker: stretta sui visti USA

Trump chiude le porte ai fact checker: niente visto se hai "censurato" Il Dipartimento di Stato americano ha messo nero su bianco una direttiva che sa di rivoluzione culturale, o almeno così la vedono a Washington. Chi ha lavorato nel fact-checking, nella moderazione dei contenuti o in qualsiasi attività legata alla gestione della disinformazione online non potrà più ottenere un visto per lavorare negli Stati Uniti. La notizia, riportata da The Guardian e confermata da NPR, arriva direttamente dalla seconda amministrazione Trump e segna un punto di non ritorno nella battaglia contro quello che il presidente definisce senza mezzi termini "censura digitale". Il memo interno inviato martedì ai funzionari consolari è chiaro: se emerge che un richiedente ha partecipato ad attività di "censu...
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