Del Debbio si difende dalle accuse: “Mai attaccato la Svizzera, ci vediamo in tribunale”

Accuse dalla RSI dopo Crans-Montana, Del Debbio replica e minaccia le vie legali

La tragedia di Capodanno al locale Le Constellation di Crans-Montana, che ha provocato la morte di 40 giovani vittime, continua a far discutere anche oltre i confini della cronaca. Quello che dovrebbe rimanere un drammatico caso giudiziario si è trasformato in una questione diplomatica e mediatica, con la televisione svizzera RSI che ha puntato il dito contro alcuni giornalisti italiani, accusandoli di aver orchestrato una campagna denigratoria contro la Confederazione elvetica.

Tra i nomi citati c’è quello di Paolo Del Debbio, conduttore di punta di Rete 4, che durante l’ultima puntata di Dritto e rovescio ha risposto con fermezza alle insinuazioni. “Allora, questa signora, forse ci vediamo anche in tribunale, perché io non ho mai pronunciato una sola parola contro la Svizzera. Mai”, ha dichiarato con tono deciso il giornalista, respingendo con forza le accuse mosse dalla collega elvetica.

Del Debbio ha poi spiegato il motivo della sua posizione: “Perché non l’ho detta? Perché non è quello che penso, è molto semplice”. Il conduttore ha chiarito di aver espresso perplessità solo su alcuni aspetti legati alla gestione del caso specifico di Crans-Montana, parlando di “qualche odore di omertà”, ma mai di aver generalizzato o attaccato l’intera nazione svizzera.

Con lucidità e precisione, Del Debbio ha invitato la giornalista di RSI a informarsi meglio prima di fare affermazioni così gravi.

Il post:

Nel servizio trasmesso dalla RSI, la giornalista aveva usato toni severi: “Si fanno sempre più accesi e sguaiati i toni e gli attacchi di una parte della stampa italiana nei confronti della Svizzera”. Nel mirino erano finite diverse trasmissioni italiane, incluso 4 di Sera, altro programma condotto da Del Debbio. Secondo la tv elvetica, si sarebbe passati da critiche alla procura vallesana ad “attacchi frontali contro la Svizzera”.

Eppure, i commenti sui social hanno raccontato un’altra storia. Molti spettatori svizzeri hanno criticato la programmazione nazionale, lamentando la mancanza di approfondimenti sulla tragedia: “È normale trasmettere film comici in prima serata mentre in Italia almeno Rete 4 trasmette in diretta da Crans-Montana?”, si legge tra i post più condivisi.

Durante la puntata di Dritto e rovescio, Daniele Piccaluga, esponente della Lega dei Ticinesi, ha preso le difese di Del Debbio: “Lei non ha fatto alcuna critica alla Svizzera e di questo siamo felici. Magari alcuni suoi colleghi hanno esagerato, ma non è il suo caso”.

Il condirettore di Libero, Pietro Senaldi, ha rincarato la dose con ironia tagliente: “Scusi Piccaluga, dovremmo criticare gli australiani per il rogo di Crans? Gli svedesi? Crans è in Svizzera, nel Vallese. A meno che non ce la regaliate, resta Svizzera”. Le parole di Senaldi hanno scatenato applausi convinti dal pubblico in studio, segno che la posizione di Del Debbio trova ampio consenso.

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Paolo Del Debbio dimostra ancora una volta di essere un professionista che non teme di dire ciò che pensa, ma sempre con rigore e senza generalizzazioni. La sua risposta alla tv svizzera è stata netta ma mai scomposta, difendendo il proprio operato senza nascondersi dietro false diplomazie.

La tragedia di Crans-Montana merita rispetto, verità e trasparenza. E se qualcuno pensa di zittire il giornalismo libero con accuse infondate, Del Debbio ha già chiarito: “Ci vediamo in tribunale”.

Fonte: qui e qui

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