Tragedia di Crans-Montana: 6 giovani italiani hanno perso la vita nell’incendio di Capodanno

Dalla notte di festa alla tragedia: cresce il bilancio delle vittime italiane nell’incendio che ha sconvolto la Svizzera

Il bilancio delle vittime italiane nella devastante tragedia che ha colpito la località sciistica svizzera di Crans-Montana nella notte di Capodanno continua ad aggravarsi. Sono sei i connazionali che hanno perso la vita nell’incendio divampato nel locale “Le Constellation”, come confermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Un numero che pesa come un macigno sul cuore delle famiglie coinvolte e dell’intero Paese.

Tra le vittime accertate, quattro ragazzi sono stati formalmente identificati dalle autorità svizzere. Si tratta di giovani vite spezzate in quella che doveva essere una serata di festa e spensieratezza.

Chiara Costanzo, sedici anni, è la quarta vittima italiana di cui è stata confermata l’identità. Originaria di Milano ma con profonde radici nel Lago Maggiore, Chiara era salita a Crans-Montana con la famiglia, che nella stazione sciistica possiede una casa per le vacanze. Il legame con Arona era viscerale: suo padre Andrea è nato lì nel 1965 e vi ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza. Il nonno Cesare era stato difensore civico del Comune all’inizio degli anni 2000, e la famiglia Costanzo era molto stimata nella comunità locale.

La giovane frequentava il terzo anno del liceo scientifico Moreschi a Milano e praticava ginnastica acrobatica a livello agonistico. Chi la conosceva ricorda con affetto i suoi lunghi capelli castani, i lineamenti dolci e quel sorriso luminoso che illuminava ogni ambiente. La conferma della sua morte è arrivata nella mattinata di sabato, quando l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha comunicato che la famiglia era stata avvisata.

Nella serata di venerdì erano già stati identificati altri tre ragazzi: Giovanni Tamburi, sedici anni, di Bologna; Emanuele Galeppini, diciassette anni, promettente golfista genovese che viveva a Dubai; e Achille Barosi, anche lui sedicenne, di Milano. Tre storie diverse, tre giovani con sogni e progetti davanti a sé, strappati alla vita troppo presto.

Ancora avvolte nell’incertezza le sorti di altri due ragazzi italiani: Riccardo Minghetti, sedici anni di Roma, e Sofia Prosperi, quindicenne, risultano tuttora dispersi. Le operazioni di identificazione proseguono senza sosta, mentre le famiglie vivono nell’angoscia dell’attesa.

Il dramma ha colpito duramente anche il liceo Virgilio di Milano, dove quattro studenti si trovavano nel locale quella notte. Oltre alle vittime, due compagni di classe sedicenni, Leonardo Bove e Kean Talingdan, sono stati trasferiti dall’ospedale di Zurigo al Centro Ustioni del Niguarda in condizioni critiche. I due ragazzi, identificati tramite test del DNA, sono stati trasportati in elicottero e raggiungeranno gli altri nove connazionali già ricoverati nella struttura milanese.

Complessivamente, sono quattordici gli italiani rimasti feriti nella tragedia. Alcuni versano in condizioni molto gravi e necessitano di cure specialistiche per le ustioni riportate. L’ospedale Niguarda ha ricevuto supporto dal Centro Grandi Ustionati di Villa Scassi di Genova, che ha inviato d’urgenza un farmaco specifico, l’estratto di bromelina, fondamentale per il trattamento nelle primissime ore dal trauma.

Il bilancio complessivo della strage è spaventoso: quaranta morti accertati e circa centoventi feriti. Tra le vittime figurano prevalentemente giovani svizzeri, alcuni giovanissimi, oltre a cittadini rumeni, francesi e turchi. L’intera comunità di Crans-Montana si è stretta nel dolore durante la marcia silenziosa di commemorazione, alla quale hanno partecipato oltre mille persone. Le note di “Hallelujah” di Leonard Cohen hanno accompagnato il corteo che dalla chiesa di Saint-Christophe ha raggiunto il memoriale allestito davanti al locale distrutto dalle fiamme.

I feretri delle vittime italiane saranno rimpatriati con un volo di Stato organizzato dall’Aeronautica Militare, come annunciato dal ministro Tajani. La Svizzera ha proclamato per venerdì 9 gennaio una giornata di lutto nazionale, durante la quale alle 14 sarà osservato un minuto di silenzio in tutto il Paese.

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Papa Leone XIV, dall’Angelus in piazza San Pietro, ha espresso la sua vicinanza alle famiglie colpite dal lutto: “Assicuro la preghiera per i giovani defunti, per i feriti e per i loro familiari”. Parole di conforto che cercano di lenire un dolore inconsolabile.

Fonte: qui e qui

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