
I sondaggi 2026 certificano la crisi dem e il ritorno del leader M5S nel campo largo
I primi sondaggi del 2026 confermano una cosa: Fratelli d’Italia continua a guidare la classifica. Ma la vera notizia arriva dall’opposizione, dove si stanno spostando gli equilibri in modo che potrebbe cambiare parecchio le carte in tavola.
L’ultimo rilevamento di BiDiMedia è abbastanza chiaro: il partito della presidente del Consiglio conquista il 29%, con una crescita di sei decimi rispetto alle ultime settimane del 2024. Il centrodestra nel complesso si attesta al 46,4%, con un lieve calo di tre decimi che però non scalfisce la solidità della coalizione. Forza Italia e Lega, entrambe all’8,3%, perdono un po’ di terreno, mentre Noi Moderati resta fermo allo 0,8%.
Ma è dall’altra parte che escono i dati più interessanti. Il cosiddetto campo largo cresce complessivamente di due decimi, eppure al suo interno si stanno ridefinendo i rapporti di forza in modo significativo. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte guadagna ben 1,3 punti percentuali, confermando una ripresa di consensi che lo riporta al centro del dibattito politico. Un risultato che rafforza la posizione dell’ex premier e cambia sensibilmente gli equilibri interni alla coalizione.
Il sondaggio:
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Di segno opposto la parabola del Partito Democratico. I dem di Elly Schlein subiscono una frenata brusca: passano dal 24% di fine 2024 al 22,4% attuale. Un calo che fa riflettere sulla capacità di attrazione del principale partito di opposizione e alimenta il dibattito sulla leadership del campo largo. Non a caso, quando Youtrend ha chiesto agli italiani chi potrebbe essere il candidato più competitivo contro Meloni, la risposta ha sorpreso molti.
Nell’ipotesi di elezioni con voto diretto per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte risulterebbe il più insidioso per la premier, raccogliendo il 49,9% delle preferenze in un confronto diretto. Seguono Antonio Decaro con il 48,4%, Ilaria Salis con il 48,2% e Paolo Gentiloni con il 47,2%. Elly Schlein si colloca al quinto posto con il 46,4%, superata persino da esponenti del suo stesso partito. Un dato che evidenzia come la segretaria dem non sia ancora riuscita a imporsi come figura di riferimento indiscussa dell’intera coalizione.
Gli altri componenti del campo largo mostrano segni di vitalità: Alleanza Verdi e Sinistra cresce fino al 7%, mentre il progetto di Matteo Renzi, Casa Riformista, sale al 2,1% guadagnando due decimi. Anche l’area centrista si espande, con Azione che balza al 3,1% (+0,6) sulla scia della nascita di nuove formazioni come Ora! e PLD.
Questi numeri raccontano di un’opposizione in movimento, dove le certezze di pochi mesi fa cominciano a vacillare e dove Giuseppe Conte sembra aver trovato una seconda giovinezza politica. L’ex presidente del Consiglio si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante, conquistando credibilità presso un elettorato che sembrava averlo messo da parte. La sua capacità di crescere proprio mentre il Pd arretra pone domande concrete sulla futura configurazione del campo largo e su chi effettivamente ne guiderà le sorti nelle prossime sfide elettorali.
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Per Giorgia Meloni, che mantiene numeri solidi e un vantaggio rassicurante, lo scenario non presenta particolari rischi nel breve termine. Ma dovrà certamente monitorare l’evoluzione di un’opposizione che, seppur frammentata, sta cercando nuovi equilibri e nuove leadership. E dove Giuseppe Conte, silenziosamente ma con efficacia, sta ampliando la propria sfera d’influenza.
