Sondaggi politici: il 2026 inizia in salita per la sinistra

Nei sondaggi politici Meloni consolida il consenso, Schlein arretra tra fratture e addii nel PD

Il nuovo anno si apre con scenari completamente opposti per le due principali figure della politica italiana. Da una parte c’è Giorgia Meloni, che continua a consolidare il consenso attorno al governo di centrodestra. Dall’altra Elly Schlein, alle prese con un inizio 2026 tutt’altro che sereno. Due donne alla guida di forze politiche contrapposte, ma con fortune decisamente diverse.

La premier può contare su numeri che, almeno per ora, la premiano. Secondo una recente rilevazione di Youtrend, gli italiani sono stati chiamati a esprimersi su un ipotetico scenario elettorale del 2027 con candidati premier dichiarati. Il risultato? Una situazione complessa per il campo progressista: se Meloni rappresentasse il centrodestra, chi sarebbe il suo avversario più credibile? La risposta ha sorpreso parecchi.

Giuseppe Conte si piazza al primo posto con il 49,9% delle preferenze, seguito da Antonio Decaro (48,4%) e Ilaria Salis (48,2%). Solo in quinta posizione troviamo Elly Schlein, ferma al 46,4%, superata persino da Paolo Gentiloni. Un dato che fa riflettere: la segretaria del principale partito dell’opposizione viene scavalcata non solo dal suo alleato di coalizione, ma anche da altri esponenti dello stesso PD. Non proprio il massimo per chi dovrebbe incarnare l’alternativa.

Mentre Meloni guarda avanti con una certa serenità, il Partito Democratico inizia l’anno con l’amaro in bocca. Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa diventato icona dell’accoglienza, ha scelto di andarsene. E non è un addio qualsiasi: Bartolo era stato eletto europarlamentare proprio con i democratici, portando in Europa il simbolo di quei valori umanitari tanto cari alla sinistra.

Le sue parole di commiato pesano come macigni. Accusa il partito di essere diventato “autoreferenziale”, lontano dai territori e impegnato in “faide interne e giochi di potere”. Per chi aveva vissuto in prima linea il dramma del naufragio del 3 ottobre 2013 con 368 vittime, rappresentare quel partito doveva essere una missione. Oggi dice di sentirsi deluso, persino dalla stessa Schlein.

E non è finita qui. Anche Sandro Ruotolo, eurodeputato vicino alla segretaria, ha dato le dimissioni dal consiglio comunale di Castellammare di Stabia, scatenando polemiche interne con il sindaco Luigi Vicinanza. Il PD campano si è spaccato, le opposizioni hanno applaudito al caos. Tutto questo mentre mancano poco più di un anno alle elezioni politiche.

Il confronto tra le due leader diventa ancora più evidente: Meloni appare solida, con una maggioranza che tiene e un consenso che resiste nonostante le difficoltà. Schlein invece deve gestire un partito che perde pezzi importanti proprio quando dovrebbe compattarsi in vista della sfida elettorale del 2027.

Certo, la premier non è immune da critiche e il suo governo deve affrontare problemi concreti. Ma la differenza rispetto alla situazione del campo largo è tangibile: se da un lato c’è stabilità, dall’altro regnano divisioni e defezioni.

Leggi anche – I numeri dello stipendio di Lagarde alla BCE: quando i benefit fanno la differenza

Il tempo dirà se Schlein riuscirà a ricompattare le fila e a riconquistare quel ruolo di leader indiscussa che i sondaggi oggi le negano. Per ora, però, il confronto con Meloni appare impari. E la strada verso il 2027 si preannuncia in salita per chi vuole davvero proporsi come alternativa credibile di governo.

Fonte: qui

Telegram