Sgarbi senza tutore, ma scatta la perizia sulla lucidità

Sgarbi 1, Burocrazia 0: niente tutore, ma il professore dovrà “sostenere l’esame”

C’è voluto un giudice romano per mettere un punto (provvisorio) alla vicenda che ha tenuto banco nelle ultime settimane: Vittorio Sgarbi avrà o non avrà bisogno di qualcuno che gli tenga la mano nelle decisioni importanti? La risposta del Tribunale di Roma è stata chiara: no, grazie. Nessun amministratore di sostegno per il critico d’arte più famoso (e temuto) d’Italia.

Ma attenzione, perché la partita non è del tutto chiusa. Il giudice ha infatti disposto una perizia medica per accertare se il professore sia davvero in grado di capire cosa sta facendo quando prende decisioni delicate, tipo sposarsi, fare testamento o spostare patrimoni. Insomma, una sorta di “patente di lucidità” che dovrà superare davanti a un esperto.

Chi ha seguito la vicenda sa bene che dietro la richiesta di amministratore di sostegno c’era Evelina Sgarbi, figlia del critico, preoccupata per le condizioni di salute del padre. La sua battaglia non era quella di mettere il papà sotto tutela per capriccio, ma di fare chiarezza su quanto Vittorio sia davvero padrone delle proprie scelte.

E infatti, la decisione del tribunale le dà parzialmente ragione. Certo, l’amministratore di sostegno non ci sarà, ma almeno adesso a parlare sarà un medico vero, la psicologa e psicoterapeuta Lili Romero, e non “pseudo-opinionisti o sedicenti amici del professore”, come ha fatto notare con evidente soddisfazione l’avvocato di Evelina.

Finalmente basta con le chiacchiere da salotto televisivo: la parola passa alla scienza. E questo, bisogna ammetterlo, è un risultato non da poco per chi, come Evelina, ha dovuto sopportare settimane di polemiche e accuse di voler limitare la libertà del padre.

Ma se pensate che Vittorio Sgarbi sia rimasto in silenzio ad aspettare il verdetto, evidentemente non lo conoscete. In un’intervista al Corriere della Sera, il professore ha respinto con la solita verve ogni dubbio sulla sua salute mentale. “Nessuno potrà più permettersi di sostenere illazioni calunniose”, ha tuonato, promettendo che la perizia confermerà la sua piena lucidità.

Certo, ammette di aver attraversato un periodo complicato, tra ricoveri, depressione e un calo di peso significativo, ma assicura di essere tornato in forma. E poi c’è la questione matrimonio: le nozze con Sabrina Colle sono state “congelate in attesa della perizia”, ma non per rinuncia. Anzi, Sgarbi rivela che la fidanzata è “molto irritata” dalle continue manipolazioni mediatiche. Insomma, il matrimonio si farà, ma con tutti i crismi della legalità e della trasparenza.

E quando gli chiedono chi inserirà nel testamento, ecco che arriva la battuta che solo lui sa confezionare: “Mi perdonerete se preferisco toccarmi le parti basse davanti a questa prospettiva”. Puro stile Sgarbi, che anche nei momenti più delicati non rinuncia a quella dose di provocazione che lo ha reso un’icona (amata o odiata, a seconda dei punti di vista).

La perizia medica dovrà accertare se Sgarbi è in grado di comprendere appieno le conseguenze delle sue scelte più importanti. La dottoressa Romero analizzerà tutta la documentazione sanitaria disponibile e valuterà la capacità del critico di decidere su questioni come il testamento, la gestione del patrimonio e, naturalmente, il matrimonio.

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Evelina e il suo legale si dicono “sereni e fiduciosi” nell’attesa dell’esito. E anche Vittorio sembra pronto ad affrontare questo “esame” con la solita sicurezza. Perché se c’è una cosa che Sgarbi non ha mai perso, è la capacità di far parlare di sé, e di uscirne sempre, in un modo o nell’altro, vincitore.

Fonte: qui e qui

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