Cervia, il sindaco si sfila prima della tempesta

Cervia, il sindaco Missiroli getta la spugna: dimissioni dopo le accuse di maltrattamenti

Una carriera politica fulminante che si spegne dopo appena sei mesi. Mattia Missiroli, 44 anni, architetto eletto sindaco di Cervia lo scorso giugno con una maggioranza schiacciante del 56%, ha rassegnato le dimissioni martedì 23 dicembre, poche ore prima di una seduta consiliare che si preannunciava esplosiva. Il motivo? Un’indagine della Procura di Ravenna per presunti maltrattamenti e lesioni ai danni della moglie, dalla quale è in corso di separazione.

Il tempismo della decisione appare quanto mai sospetto: Missiroli ha preferito anticipare quello che sarebbe stato probabilmente un consiglio comunale infuocato, con richieste di dimissioni immediate da parte dell’opposizione. Un passo indietro che puzza più di strategia difensiva che di spontanea assunzione di responsabilità.

Attraverso la sua portavoce Bianca Maria Manzi, il sindaco dimissionario ha fatto leggere una nota intrisa di autocommiserazione: “Con profondo dolore e ribadendo ancora una volta la mia totale estraneità” – una formula che ormai conosciamo fin troppo bene. Si lamenta dell'”esposizione mediatica durissima”, come se i riflettori accesi su chi ricopre cariche pubbliche fossero un’ingiustizia e non una conseguenza naturale della trasparenza democratica.

Missiroli si appella alla presunzione di innocenza e ai “tempi della giustizia”, invocando comprensione per sé e per i suoi figli. Parole che suonano stridenti quando si considerano i fatti che hanno innescato l’inchiesta: il 5 dicembre scorso, sua moglie si è presentata al pronto soccorso di Ravenna con lesioni a un braccio, raccontando di essere caduta dopo una spinta. Non ha sporto denuncia formale, eppure l’attivazione automatica del codice rosso ha fatto scattare le indagini.

La donna, assistita dall’avvocato Giovanni Scudellari, avrebbe fornito agli inquirenti foto e video che documenterebbero episodi di violenza risalenti persino al 2012. Tredici anni di presunti soprusi, se confermati, dipingerebbero un quadro agghiacciante di una vita vissuta nell’ombra accanto a un uomo che pubblicamente incarnava l’immagine del giovane amministratore dinamico e progressista.

La Procura non ha fatto sconti: ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Missiroli. Il Gip ha respinto la richiesta, ritenendo gli episodi sporadici e considerando che l’indagato aveva già lasciato l’abitazione coniugale. Ma la Procura non ci sta e potrebbe ricorrere in appello a Bologna, segno che le prove raccolte sono tutt’altro che trascurabili.

Missiroli è stato eletto alla guida di una città turistica importante come Cervia con una coalizione di centrosinistra, portabandiera di valori progressisti che includono proprio la lotta contro la violenza di genere. L’ironia amara è che proprio lui, ex partecipante al reality “Campioni, il sogno”, abituato dunque alle telecamere e alla vita pubblica, si ritrova ora protagonista di una vicenda che mette a nudo possibili comportamenti completamente opposti a quelli che dovrebbe rappresentare.

Il suo legale, Ermanno Cicognani, promette che il suo assistito dimostrerà l’innocenza appena visionerà gli atti. Ma le vittime di violenza domestica conoscono bene questa musica: negazione, minimizzazione, inversione delle responsabilità.

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Cervia si ritrova senza guida proprio durante le festività natalizie, lasciata in eredità da un uomo che ha preferito salvare la faccia piuttosto che affrontare le conseguenze delle proprie azioni in modo trasparente. Una lezione dolorosa su quanto possa essere fragile la credibilità di chi governa quando la vita privata irrompe prepotentemente nella sfera pubblica.

Fonte: qui e qui

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