Basta con le chiamate moleste: arriva la certificazione

Numeri certificati a tre cifre: fine delle truffe telefoniche

Finalmente potrebbe arrivare una svolta concreta nella battaglia contro il flagello del telemarketing selvaggio e delle truffe telefoniche. L’Agcom ha dato il via a un progetto innovativo che promette di cambiare radicalmente il modo in cui gli italiani affrontano le chiamate indesiderate. La soluzione? Un sistema di identificazione tramite numerazioni brevi a tre cifre che funzioneranno come un vero e proprio “marchio di garanzia” per le aziende legittime.

La fase sperimentale è stata avviata ufficialmente il 17 dicembre con l’apertura di una consultazione pubblica di 45 giorni, durante la quale operatori e soggetti interessati potranno presentare osservazioni. Ma l’obiettivo dichiarato dall’Autorità è ambizioso: rendere operativo il sistema già dai primi mesi del 2026, probabilmente a partire da febbraio.

Il meccanismo è semplice ma efficace. Quando sul display del telefono comparirà un numero a tre cifre, gli utenti potranno essere certi che dall’altra parte c’è davvero la loro banca, la compagnia assicurativa o il gestore di servizi con cui hanno un rapporto contrattuale. Niente più dubbi, niente più incertezze di fronte a chiamate sospette.

Come ha spiegato Laura Aria, commissaria dell’Agcom, a Repubblica, la situazione attuale è paradossale: “Le aziende possono usare questi numeri brevi solo per ricevere telefonate, ma non come identificativo chiamante. Questa situazione ha creato grande incertezza. L’utente non può sapere se a chiamare sia davvero il proprio operatore o la banca, invece di un truffatore o di un call center illecito”.

Il punto di forza di questa soluzione sta nella sua impossibilità di essere replicata dall’estero. I numeri a tre cifre saranno certificati e assegnati esclusivamente ad aziende regolari operanti in Italia, rendendo di fatto inutilizzabile la tecnica dello “spoofing” – quella pratica subdola che permette ai malintenzionati di mascherare il proprio numero facendolo apparire come italiano o addirittura come quello di un’istituzione nota.

Questa iniziativa rappresenta l’ultimo capitolo di una campagna serrata avviata dall’Autorità per arginare un fenomeno che ha raggiunto proporzioni insopportabili. I dati parlano chiaro: negli ultimi anni le chiamate moleste sono aumentate in modo esponenziale, colpendo in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione come anziani e persone poco pratiche di tecnologia.

A novembre 2025 era già scattato il blocco automatico delle chiamate provenienti da numeri mobili esteri che si spacciavano per italiani. Ad agosto era toccato ai numeri fissi. I risultati di queste misure sono stati significativi: le telefonate con numerazione mobile italiana provenienti dall’estero sono crollate da oltre 34 milioni al giorno a poco più di 7 milioni, molte delle quali riconducibili a clienti italiani in roaming e non a call center.

L’Agcom stessa ha motivato la decisione evidenziando come ci si trovi di fronte a “un contesto di mercato caratterizzato da modalità aggressive di contatto della clientela per teleselling e telemarketing, collegate a tentativi di frode”. Una realtà che ha reso la vita quotidiana di milioni di italiani un inferno fatto di squilli continui, proposte commerciali invasive e tentativi di raggiro sempre più sofisticati.

Il Registro Pubblico delle Opposizioni, introdotto nel 2022, si è rivelato largamente insufficiente. Troppo facile per i call center illegali ignorarlo, troppo complicato per i cittadini ottenere una protezione reale. Da qui la necessità di strumenti più incisivi e tecnologicamente avanzati.

Mentre si attende l’entrata in vigore del nuovo sistema, gli esperti raccomandano di mantenere alta la guardia. È fondamentale diffidare di numeri con prefissi internazionali come +44 (Regno Unito), +46 (Svezia) o +31 (Paesi Bassi), spesso utilizzati per operazioni di telemarketing aggressivo o vere e proprie truffe.

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Inoltre, resta valido il consiglio di iscriversi o verificare la propria iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni, revocando esplicitamente i consensi al telemarketing presso tutti i gestori con cui si hanno contratti attivi.

La speranza di milioni di italiani è che questa volta il provvedimento si riveli davvero risolutivo, ponendo fine a un’epoca di invasioni della privacy e ansie quotidiane. Dal 2026 rispondere al telefono potrebbe finalmente tornare a essere un’azione normale, senza quella sensazione di fastidio e sospetto che ormai accompagna ogni squillo sconosciuto.

Fonte: qui e qui

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