
Smantellata a Milano una rete criminale che ha derubato anziani per milioni di euro
Una truffa spietata che ha colpito i più fragili. Ventuno arresti a Milano per un’organizzazione criminale che ha derubato persone anziane per oltre 2,5 milioni di euro.
Immaginate di essere soli in casa, anziani, quando qualcuno bussa alla porta mostrandovi un distintivo dei carabinieri. Vi fidate, aprite, e in pochi minuti vi ritrovate derubati di tutto: gioielli di famiglia, risparmi di una vita, oggetti dal valore affettivo inestimabile. È l’incubo vissuto da decine di vittime innocenti, colpite da una banda senza scrupoli che si fingeva carabiniere per entrare nelle abitazioni e rubare.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno posto fine a questo sistema criminale con l’operazione “Altro Mondo”, eseguendo misure cautelari nei confronti di 21 persone. Sei sono finite in carcere, nove agli arresti domiciliari, cinque con obbligo di dimora, mentre una era già detenuta
La tecnica spietata del “finto carabiniere”
Il modus operandi era sempre lo stesso e sfruttava la buona fede delle persone più vulnerabili. I malviventi individuavano gli anziani, spesso mentre rientravano a casa da soli, e li avvicinavano mostrando distintivi falsi. Con la scusa di dover effettuare controlli di sicurezza o di recuperare presunte refurtive, si facevano aprire la porta. Una volta dentro, agivano con rapidità chirurgica: gioielli, orologi preziosi, denaro contante. Le vittime, disorientate e spaventate, si rendevano conto del raggiro solo quando ormai era troppo tardi.
I preziosi rubati venivano poi trasportati all’estero, nascosti in camper usati come copertura, e riciclati attraverso gioiellerie e compro oro complici in Svizzera e Belgio. Un’organizzazione perfettamente strutturata che ha trasformato la sofferenza degli anziani in un business milionario.
Un’indagine complessa e la cooperazione internazionale
L’operazione, coordinata dalla Procura di Milano e avviata nel 2023, è stata possibile grazie alla cooperazione internazionale. I militari hanno individuato un gruppo di origine sinti con base operativa nel quartiere di Muggiano, alla periferia ovest di Milano. La banda era responsabile di 12 furti (10 dei quali con la tecnica del finto carabiniere), 15 episodi di ricettazione, 8 di riciclaggio e 2 di autoriciclaggio.
Durante le perquisizioni, effettuate anche in Svizzera, sono stati recuperati 43mila euro in contanti, orologi di lusso, lingotti d’oro, borse firmate e gioielli preziosi, oltre a radio trasmittenti, scanner anti-microspie e pistole scacciacani. Precedentemente erano già stati sequestrati altri 15mila euro e beni per un valore di 500mila euro.
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La “nonna” che sorvegliava il covo
Tra gli arrestati spicca una figura sorprendente: una donna di 96 anni, considerata dai carabinieri la “capostipite” del gruppo. Posta agli arresti domiciliari, la donna sorvegliava la base logistica di Muggiano e partecipava attivamente agli episodi di ricettazione. Un dettaglio che rende ancora più amaro il bilancio di questa vicenda: mentre alcuni anziani venivano derubati della loro tranquillità e dei loro averi, un’altra persona della stessa età orchestrava i crimini.
Il bottino complessivo ammonta a circa 2,5 milioni di euro, ma il danno vero non è quantificabile: è la perdita di fiducia, la paura di aprire la porta, il trauma di essere stati ingannati proprio da chi dovrebbe rappresentare la sicurezza. Grazie all’impegno delle forze dell’ordine, questa banda non potrà più approfittare della fragilità altrui.
