Littizzetto e il Natale dei “fuorisede”: quando la sinistra radical chic ride dei problemi veri

La letterina di Che Tempo Che Fa scatena la bufera: il sindaco Mellone accusa la sinistra radical chic di fare satira sui problemi reali.

Dal salotto dorato di Che Tempo Che Fa è facile fare ironia sui drammi altrui. Luciana Littizzetto, comodamente seduta accanto a Fabio Fazio davanti a un milione e mezzo di spettatori, ha pensato bene di dedicare la sua letterina domenicale ai fuorisede che non possono permettersi di tornare a casa per Natale. Peccato che l’abbia fatto con quella leggerezza da “sinistra tutta Rolex e caviale” che ha fatto saltare i nervi a Giuseppe Mellone, sindaco di Nardò.

E stavolta il primo cittadino leccese ha ragione da vendere.

La comica torinese, con quel tono paternalistico mascherato da finto progressismo, si è rivolta ai poveri studenti meridionali bloccati al Nord: “Tornare a casa per Natale è sempre più difficile perché i prezzi dei biglietti raddoppiano o triplicano. Conviene quasi andare a Vladivostok con la Transiberiana”. Ah, che spiritosa. Immaginiamo le risate nel salotto buono della televisione che conta, mentre migliaia di ragazzi pugliesi, calabresi, siciliani guardano il conto in banca e rinunciano all’abbraccio della mamma.

Ma il capolavoro di superficialità arriva quando la Littizzetto, con quella prosopopea da illuminata del Nord, si lancia negli stereotipi: “La mamma patrimonio dell’Unesco che frigge pittule da inizio agosto e impasta cartellate”. Ecco, brava. Riduciamo le madri meridionali a macchiette folkloristiche da sbeffeggiare. Come ha notato Mellone, uno stereotipo patriarcale da far venire l’infarto alle femministe. Ma tanto la Littizzetto può permettersi tutto: è progressista, quindi immune dalle critiche.

E poi quella battuta sui voli: “Da Milano a Lecce passi da Kiev, ci metti meno”. Ride, la Littizzetto. Ci scherza sopra. Come se fosse normale che un ragazzo debba fare scalo in Polonia per tornare nella sua terra. Come se fosse accettabile che lo Stato italiano abbandoni intere regioni. Lei ci fa una battuta da salotto televisivo, mentre i “voli della speranza” costano quanto uno stipendio.

Il post del sindaco:


Il sindaco Mellone, militante di destra ma apprezzato persino dall’ex governatore dem Michele Emiliano, non ha usato mezzi termini: “Salentini fuorisede, quanto vi costa tornare a casa ad abbracciare la mamma? Ve lo dico io: troppo. E noi diventiamo materia di scherno per la sinistra tutta Rolex e caviale”.

Difficile dargli torto. Perché mentre la Littizzetto pontificava dal divano di Fazio, la vera questione veniva liquidata con qualche battuta. Vent’anni di amministrazione di centrosinistra in Puglia, da Vendola in poi, e qual è il risultato? Nessuna continuità territoriale. Brindisi e Taranto aeroporti fantasma. Galatina “un sogno chiuso nel cassetto”, come dice Mellone. Ma tanto c’è la Littizzetto che ci ride sopra.

Il problema è proprio questo: la sinistra da salotto televisivo che si atteggia a paladina dei deboli, ma poi riduce tutto a sketch da avanspettacolo. Vuoi denunciare il problema dei fuorisede? Benissimo. Ma fallo seriamente, non con quella leggerezza insopportabile di chi non ha mai dovuto scegliere tra il Natale in famiglia e il conto in banca.

La Littizzetto chiude il monologo con toni melliflui: “Caro studente fuorisede, tu meriti rispetto. Meriti un Paese che non ti costringa a cambiare tre aerei per un abbraccio”. Bellissimo. Commovente. E completamente inutile. Perché dopo la letterina, i prezzi restano quelli. I voli continuano a costare un occhio della testa. E la Puglia rimane abbandonata.

Ma l’applauso in studio è garantito. E questo conta, no?

La verità è che Mellone ha messo il dito nella piaga: c’è un’Italia che ride dei problemi dal salotto buono della televisione, e un’Italia che quei problemi li vive sulla propria pelle ogni giorno. C’è chi può permettersi di fare ironia sul caro voli mentre sorseggia champagne negli studi televisivi, e chi deve rinunciare al Natale in famiglia.

Leggi anche – Forbes 2025, Meloni sull’olimpo: è la quarta donna più potente al mondo

La Littizzetto appartiene alla prima categoria. E il fatto che non se ne renda conto, che pensi di essere dalla parte giusta solo perché ha dedicato tre minuti di monologo ai fuorisede, è esattamente ciò che rende insopportabile questa sinistra radical chic. Quella che parla del popolo ma non lo conosce. Che difende i diritti ma li trasforma in barzellette.

“Ormai non si può più dire nulla”, si lamentano sui social i difensori della comica torinese. No, veramente si può dire tutto. Il problema è quando lo dici dal piedistallo del privilegio, ridendo di chi sta in basso. Quello sì che non dovrebbe essere permesso.

Ma tant’è. La Littizzetto tornerà domenica prossima con un’altra letterina. Magari su un altro problema sociale che merita rispetto ma verrà trattato con leggerezza da salotto. E il Sud continuerà ad aspettare soluzioni vere, non barzellette da prima serata.

Fonte: liberoquotidiano.itcorriere.it

Telegram