Alberto Stefani si dimette da deputato per guidare il Veneto

Un discorso carico di simboli, applausi e politica: il nuovo governatore del Veneto chiude la stagione da deputato.

Alberto Stefani ha salutato Montecitorio con un discorso carico di emozione. Il neo Presidente della Regione Veneto ha formalizzato le dimissioni da deputato con una lettera datata 6 dicembre, chiudendo così il capitolo parlamentare per concentrarsi a tempo pieno sul nuovo incarico a Palazzo Balbi.

Le dimissioni erano inevitabili: i due ruoli non sono compatibili per legge. Ma è anche un passaggio dal forte peso politico, che segna l’inizio di una fase nuova per il giovane governatore chiamato a guidare una delle regioni più strategiche del Paese.

Il saluto alla Camera

«Ho avuto l’onore di entrare alla Camera dei deputati e sono emozionato», ha detto Stefani nel suo ultimo intervento. Parole sincere, in cui ha ringraziato i colleghi per il confronto leale di questi anni. Poi ha aggiunto: «Seppur non da deputato, sarò in questo palazzo per fare gli interessi del Veneto. Non un Veneto che si chiude in se stesso, ma un Veneto che vuole guardare avanti».

Il momento più forte è arrivato alla fine, quando ha scandito con voce decisa: «Evviva il Veneto, viva San Marco». L’Aula ha risposto con un applauso trasversale, e il video dell’intervento, diffuso da Agenzia Vista, è diventato virale sui social in poche ore.

Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, lo ha salutato con una stretta di mano: «Un saluto affettuoso e carico di emozione. Ho visto Alberto crescere politicamente e ne ho apprezzato le qualità. Gli faccio i miei migliori auguri di buon lavoro».

La nuova giunta: annuncio atteso tra giovedì e venerdì

Dimissioni formalizzate, ora inizia la fase operativa. Dopo la ratifica dell’elezione da parte della Corte d’Appello di Venezia la scorsa settimana, i tempi si stringono: entro dieci giorni dalla proclamazione, Stefani deve comunicare i nomi della Giunta.

Secondo le indiscrezioni, l’annuncio degli assessori arriverà tra giovedì e venerdì. La squadra sarà composta da dieci membri: cinque da Fratelli d’Italia, quattro dalla Lega e uno da Forza Italia, a rispecchiare gli equilibri del centrodestra.

Tra i nomi che circolano con più insistenza c’è quello di Massimo Bitonci, attuale sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che potrebbe lasciare Roma per tornare in Veneto con la delega alle Attività Produttive. Per la Lega si parla anche della riconferma di Francesco Calzavara al Turismo, mentre per Sociale e Infrastrutture i favoriti sono Sonia Brescacin, Paola Roma e Marco Zecchinato.

Molta attesa per l’assessore alla Sanità, uno dei dossier più delicati. La delega dovrebbe andare a un profilo tecnico vicino a Fratelli d’Italia, ma per ora nessun nome ufficiale. Sempre a FdI andrebbero anche Agricoltura e Istruzione, con Dario Bond e Valeria Mantovan tra i candidati più accreditati.

Per Forza Italia, l’unico posto in giunta dovrebbe andare a Elisa Venturini, consigliera regionale ed ex sindaca di Casalserugo.

Prima seduta del Consiglio lunedì 15 dicembre

Oggi, mercoledì 10 dicembre, Stefani e i nuovi consiglieri regionali saranno a Venezia, a Palazzo Ferro Fini, per le formalità di insediamento. La prima seduta del Consiglio è convocata per lunedì 15 dicembre e sarà presieduta dal consigliere più anziano, Riccardo Szumski, affiancato dai segretari Jacopo Maltauro e Matteo Pressi, sindaco di Soave.

Nella stessa seduta si eleggerà il nuovo Presidente del Consiglio regionale. In pole position c’è Luca Zaia, ex governatore del Veneto con oltre 200mila preferenze alle ultime elezioni.

Elezioni suppletive per il seggio alla Camera

Le dimissioni di Stefani lasciano vacante un seggio alla Camera. La Giunta delle elezioni prenderà atto della decisione nella prossima convocazione, e verranno indette elezioni suppletive per il collegio uninominale n. 1, Rovigo, della VIII Circoscrizione Veneto 2. Fino ad allora, la Camera passerà da 400 a 399 deputati.

Negli ultimi giorni si è parlato di una possibile candidatura dello stesso Luca Zaia alle suppletive, un’ipotesi che continua a circolare negli ambienti politici veneti.

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Le sfide del nuovo Veneto

Alberto Stefani si trova davanti a un’agenda fitta di sfide: dall’autonomia differenziata, tema ancora aperto sul tavolo nazionale, alla gestione delle infrastrutture e della mobilità, fino alla sicurezza idrogeologica e al rilancio di settori chiave come turismo e imprese.

Il nuovo Presidente ha già fatto capire che intende mantenere un dialogo continuo con le istituzioni nazionali, ma con l’obiettivo preciso di rafforzare il ruolo del Veneto come protagonista nel panorama politico ed economico italiano. Con spirito aperto e determinazione, come ha detto nel suo saluto alla Camera: un Veneto che guarda avanti.

Fonte: lapiazzaweb.itdaily.veronanetwork.it

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