Tragedia a Tenerife, onde anomale travolgono una piscina naturale: quattro vittime

Un drammatico incidente ha trasformato una domenica di relax in tragedia nell’arcipelago delle Canarie.

Le testimonianze raccontano l’improvvisa violenza del mare che ha sorpreso i bagnanti.

Quattro persone hanno perso la vita domenica 7 dicembre dopo essere state travolte da onde anomale nella piscina naturale di Isla Cangrejo, nella zona di Los Gigantes, sulla costa meridionale di Tenerife. Il bilancio delle vittime si è aggravato nelle ore successive: tre persone sono morte sul posto, mentre una quarta donna è deceduta in ospedale durante la notte.

Secondo le ricostruzioni delle autorità locali, l’allarme è scattato intorno alle 16:00, quando diverse chiamate al Centro di Coordinamento delle Emergenze hanno segnalato bagnanti in difficoltà travolti da un’improvvisa mareggiata. Tra le vittime identificate ci sono due turisti rumeni, una cittadina slovacca e un uomo di 35 anni. Una quinta persona è stata portata all’Hospital de la Candelaria in arresto cardiocircolatorio, ma purtroppo i medici non hanno potuto salvarla. Altri feriti con contusioni di diversa gravità sono stati assistiti sul posto dal personale sanitario.

L’operazione di soccorso ha visto un imponente dispiegamento di forze: l’elicottero Helimer del Salvataggio Marittimo è stato il primo a raggiungere la zona, recuperando subito alcune persone dall’acqua. Sono intervenuti anche il Servizio di Urgenze Canario con ambulanze e un elicottero medicalizzato, soccorritori con moto d’acqua e vigili del fuoco. Sui social sono circolate le drammatiche immagini dei soccorritori impegnati nel recupero dei bagnanti dispersi tra le onde.

I testimoni presenti hanno descritto scene terrificanti. “Due onde potenti hanno spazzato via tutto sul loro cammino”, ha raccontato una coppia ai media locali. “Eravamo abbastanza lontani, eppure le onde ci hanno raggiunti. Mi sono voltato per un attimo e la piscina è passata dall’essere piena di persone a completamente vuota”, ha aggiunto uno dei presenti, ancora sotto shock.

Un dettaglio rende questa tragedia ancora più amara: la piscina naturale era stata precintata e chiusa al pubblico proprio a causa dell’allerta per fenomeni costieri attivi nell’arcipelago da venerdì. Il sindaco di Santiago del Teide, Emilio Navarro, ha confermato che tutte le vittime erano turisti che avevano ignorato i divieti, superando le barriere e i nastri di sicurezza. “Rimettiamo i sigilli più volte al giorno perché vengono rimossi o rotti”, ha spiegato con amarezza. “Per tutta la settimana avevamo installato protezioni in questo punto e in altri lungo la costa, ma a volte è impossibile far capire il pericolo che rappresenta il mare”.

All’ingresso della piscina naturale, cartelli in spagnolo, inglese e tedesco avvertono chiaramente: “Informazione importante per la vostra sicurezza: zona pericolosa in caso di forte mareggiata”. Tre fotografie mostrano come un’onda possa letteralmente spazzare via l’intera area. Nel pomeriggio del 7 dicembre, le previsioni meteo indicavano onde alte tra i due e tre metri, particolarmente pericolose durante l’alta marea, verificatasi un’ora prima dell’incidente.

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Le autorità locali hanno definito l’accaduto “molto grave”, con un portavoce dei soccorritori che ha ammesso di trovare “difficile persino trovare le parole” di fronte a una simile tragedia. Il Comune di Santiago del Teide ha decretato tre giorni di lutto ufficiale in memoria delle vittime.

Navarro ha anche sottolineato come la diffusione di immagini suggestive di questi luoghi attraverso i social attiri numerosi visitatori, anche quando le condizioni sono proibitive. “Sono soprattutto turisti, perché i residenti locali sono molto più consapevoli del pericolo”, ha spiegato. “Sono luoghi bellissimi ma hanno i loro rischi, e bisogna rispettarli”.

Non è il primo episodio del genere alle Canarie: appena un mese fa, l’8 novembre, altre tre persone erano morte a Tenerife a causa di mareggiate improvvise, con quindici feriti in diversi incidenti nella stessa giornata. Gli episodi più gravi si erano verificati al molo di Puerto de la Cruz, sulla spiaggia di Granadilla de Abona e sulla costa del Charco del Viento a La Guancha.

Fonte: rtvc.esfanpage.it

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