Tatiana ritrovata, Bruzzone attacca, ma è davvero giusto “sparare” sulla croce rossa?

Il ritrovamento della 27enne riaccende il dibattito: tra fragilità personali e giudizi affrettati, il caso divide opinione pubblica e criminologi.

La vicenda di Tatiana Tramacere, la 27enne di Nardò ritrovata viva il 4 dicembre dopo undici giorni nella mansarda dell’amico Dragos Ioan Gheormescu, si avvia verso l’archiviazione. Nessun reato, nessun sequestro: solo un allontanamento volontario. Ma più che la conclusione giudiziaria del caso, a far discutere è stata la durissima presa di posizione della criminologa Roberta Bruzzone che, dal suo pulpito social, ha sparato a zero sulla giovane.

Le parole di Bruzzone: un attacco senza sfumature

“Le emergenze vere meritano mezzi e rispetto. Le emergenze inventate, no”. Con questa frase lapidaria, Bruzzone ha commentato il ritrovamento di Tatiana sui suoi profili social. La criminologa non ha usato mezze misure: secondo lei, la ragazza dovrebbe pagare di tasca propria tutti i costi delle ricerche – elicotteri, unità cinofile, forze dell’ordine, volontari – perché “non è accettabile che un Paese intero venga messo in allarme per un allontanamento autonomo, privo di qualsiasi reale elemento di rischio”.

Parole che suonano come una condanna preventiva, pronunciate quando ancora non si conoscono tutti i dettagli della vicenda e quando la stessa Tatiana non ha ancora fornito la sua versione dei fatti. Repubblica

Ma siamo sicuri che sia tutto così semplice?

Certo, è vero: la macchina dei soccorsi è stata messa in moto, sono stati spesi soldi pubblici, la famiglia è stata in ansia. Ma davvero possiamo liquidare tutto come un “capriccio” o una “fuga volontaria senza rischi”, come vorrebbe farci credere Bruzzone?

La realtà è più complessa. Una ragazza di 27 anni scompare per undici giorni, spegne il telefono, si nasconde in una mansarda. Aveva con sé due telefoni non riconducibili al suo numero ufficiale. Quando i carabinieri sono entrati nell’abitazione, l’hanno trovata nascosta in un abbaino, chiusa in un armadio. Sono comportamenti “normali” per chi sta semplicemente facendo una pausa dalla routine? O forse dietro c’è un disagio più profondo che Bruzzone, dal suo salotto televisivo, fatica a cogliere?

La ricostruzione: undici giorni nell’ombra

Le indagini hanno ricostruito gli spostamenti di Tatiana attraverso telecamere pubbliche e private. Tra il 2 e il 3 dicembre, i filmati mostrano la ragazza e Dragos che si allontanano insieme dal parco vicino casa per poi entrare nell’abitazione di lui. Da quel momento, Tatiana non è mai più uscita. Per giorni è rimasta nascosta, temendo forse di essere trovata. Quando i carabinieri sono entrati con i tecnici del Ris, pensando al peggio, l’hanno trovata viva ma barricata nell’abbaino. Quinto Potere

Un precedente pericoloso

Bruzzone vuole che questo caso diventi “un precedente chiaro, limpido e inequivocabile”. Ma quale precedente? Che chi scompare deve pagarsi le ricerche se poi viene trovato vivo? Che le fragilità personali devono essere punite con multe salate? È questo il modello di società che vogliamo?

La criminologa sostiene che “non si può giocare con le istituzioni, con le risorse pubbliche, con la paura delle famiglie”. Giusto. Ma chi ha detto che Tatiana stesse giocando? Forse stava vivendo un momento di crisi, di confusione, di difficoltà psicologica. Situazioni che non si risolvono con fatture da pagare e dita puntate.

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Il rischio di colpevolizzare la vittima

L’atteggiamento di Bruzzone rischia di creare un precedente davvero pericoloso: quello di scoraggiare le segnalazioni di scomparsa per paura di dover poi pagare le conseguenze. E se una persona in difficoltà decidesse di non chiedere aiuto, sapendo che poi potrebbe essere additata come una “simulatrice” e costretta a rimborsare migliaia di euro?

In attesa che Tatiana venga ascoltata e possa raccontare la sua versione, una cosa è certa: giudicare dall’esterno, senza conoscere il contesto emotivo e psicologico della vicenda, è sempre un esercizio rischioso. Anche per una criminologa di fama.

Fonte: repubblica.itquintopotere.it

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