“L’hanno appena scoperto nella cartella clinica”. Domenico, carabinieri in ospedale

Nuove verifiche al Monaldi: i Nas tornano in ospedale dopo la morte del piccolo Domenico

I corridoi dell’ospedale Monaldi sono tornati a riempirsi di divise. I Carabinieri del Nas hanno fatto di nuovo ingresso nella struttura sanitaria napoletana, questa volta per acquisire ulteriore documentazione clinica legata alla tragica vicenda del piccolo Domenico, il bambino di due anni e mezzo morto dopo aver ricevuto un cuore che si è rivelato danneggiato.

L’inchiesta della Procura di Napoli prosegue senza sosta, entrando sempre più nel vivo. Dopo i sequestri già eseguiti nei giorni scorsi, gli investigatori hanno bisogno di chiarire ogni singolo passaggio: dalla gestione dell’organo prelevato a Bolzano fino all’intervento chirurgico vero e proprio. Al momento risultano sei gli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo, ma non è escluso che questo numero possa crescere man mano che emergono nuovi dettagli.

Un aspetto cruciale dell’indagine riguarda i telefoni dei medici coinvolti, sequestrati nelle ultime ore. Gli inquirenti vogliono ricostruire con precisione le comunicazioni avvenute durante il trasporto del cuore e nelle fasi immediatamente precedenti al trapianto. Ogni messaggio, ogni telefonata potrebbe rivelare eventuali ritardi, criticità o divergenze nelle scelte operative che hanno portato a quella sala operatoria.

Le cartelle cliniche vengono passate al setaccio pagina per pagina, soprattutto per quanto concerne le tempistiche dell’intervento e lo stato dell’organo al momento dell’impianto. È qui che si concentrano le domande più pressanti: c’è stato qualcosa che non ha funzionato? Qualcuno ha sottovalutato dei segnali?

A complicare ulteriormente la situazione c’è una segnalazione arrivata dall’avvocato della famiglia. Nella cartella clinica, secondo il legale Francesco Petruzzi, mancherebbe il diario di perfusione: quel documento tecnico che traccia la circolazione extracorporea e indica il momento preciso in cui il cuore malato del bambino è stato rimosso prima dell’innesto di quello nuovo. Un dettaglio apparentemente tecnico, ma che potrebbe risultare determinante per ricostruire la cronologia esatta degli eventi.

L’avvocato ha annunciato che tornerà in Procura per chiedere formalmente l’acquisizione di questo documento, se non è già agli atti dell’inchiesta.

Gli investigatori stanno inoltre verificando tutto ciò che riguarda il trasporto dell’organo da Bolzano a Napoli. I dispositivi utilizzati, i box con controllo della temperatura, l’impiego del ghiaccio secco subito dopo l’espianto: ogni elemento viene analizzato. La Procura di Bolzano ha già inviato la propria documentazione a Napoli, aprendo la strada a un’analisi congiunta che potrebbe coinvolgere anche i sanitari altoatesini.

Nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia sul corpo del piccolo Domenico. Sarà l’esame chiave per capire le cause esatte della morte e per fornire elementi oggettivi sullo stato del cuore trapiantato. Era già compromesso prima dell’intervento? Oppure qualcosa è andato storto durante o dopo l’operazione?

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Domande che attendono risposte, mentre l’ospedale Monaldi resta al centro di un’indagine che ha scosso profondamente l’opinione pubblica. La famiglia chiede verità, la magistratura vuole ricostruire quelle che vengono definite “le ore fatali”. E i Carabinieri del Nas continuano a setacciare ogni documento, ogni dettaglio, ogni comunicazione. Perché questa volta nessuna zona d’ombra può rimanere inesplorata.

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