
Scossa di magnitudo 5.8 a nordest della capitale: edifici oscillano, verifiche in corso nelle aree montuose.
L’Afghanistan è stato colpito questo pomeriggio da un significativo evento sismico che ha interessato diverse zone del Paese, inclusa la capitale. Il movimento tellurico ha generato preoccupazione tra la popolazione, con conseguenze che le autorità stanno ancora valutando.
Secondo i dati rilevati dall’Usgs, l’istituto geologico statunitense che monitora l’attività sismica globale, il terremoto ha raggiunto una magnitudo di 5.8 sulla scala Richter. L’evento si è manifestato nel pomeriggio di giovedì 20 febbraio, precisamente alle 17.40 secondo il fuso orario afghano, corrispondente alle 14.10 in Italia.
L’intensità registrata colloca questo sisma tra gli eventi di media-alta entità, capaci di provocare danni significativi soprattutto nelle aree caratterizzate da costruzioni vulnerabili o non adeguatamente progettate per resistere alle sollecitazioni sismiche.
Gli strumenti di rilevamento hanno posizionato l’epicentro del terremoto in una zona situata circa 38 chilometri a nordest della località di Bazarak, nell’area settentrionale rispetto a Kabul. Si tratta di un territorio prevalentemente montuoso, dove le caratteristiche morfologiche del terreno possono amplificare gli effetti delle onde sismiche.
La regione colpita presenta insediamenti abitativi distribuiti su un territorio impervio, elemento che complica le operazioni di verifica post-sisma e aumenta i rischi legati a eventuali crolli o danneggiamenti strutturali.
Nonostante la distanza considerevole dall’epicentro, le vibrazioni sono state distintamente percepite anche a Kabul. Numerosi abitanti della capitale hanno riferito di aver sentito gli edifici oscillare, un’esperienza che ha provocato attimi di panico e incertezza.
In diverse zone della città, alcuni residenti hanno preferito abbandonare temporaneamente le abitazioni, riversandosi nelle strade in attesa di comprendere la gravità della situazione. Questo comportamento precauzionale è comune in contesti sismici, dove il timore di repliche o di possibili crolli spinge le persone a cercare spazi aperti ritenuti più sicuri.
Nelle ore successive al sisma, l’attenzione delle autorità si è concentrata sulle zone più prossime all’epicentro, dove maggiore potrebbe essere l’impatto sulle strutture e sulla popolazione. Al momento della stesura di questo articolo, sono in corso accertamenti per determinare l’entità dei danni materiali e verificare eventuali conseguenze su persone.
Gli organismi preposti alla gestione delle emergenze mantengono alta l’allerta, considerando che terremoti di questa magnitudo possono essere seguiti da scosse di assestamento, fenomeno naturale che prolunga lo stato di tensione nelle aree coinvolte.
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L’Afghanistan si trova in una zona geologicamente attiva, circostanza che espone il Paese a frequenti episodi sismici. La combinazione tra vulnerabilità strutturale degli edifici e difficoltà logistiche rende particolarmente complessa la gestione delle emergenze in questo contesto territoriale.
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