
Venezuela, la notte che cambia la storia: Milei esulta per la caduta di Maduro
Una nuova alba sorge sull’America Latina. Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, un’operazione militare statunitense su larga scala ha posto fine al regime di Nicolás Maduro in Venezuela, con la cattura del leader chavista e di sua moglie Cilia Flores, trasferiti fuori dal paese sudamericano.
La notizia ha scosso il mondo intero, ma a Buenos Aires c’è chi brinda alla liberazione del popolo venezuelano. Il presidente argentino Javier Milei non ha nascosto la sua soddisfazione per quello che definisce “la caduta di un dittatore che tramava elezioni e opprimeva milioni di persone”.
Donald Trump ha confermato personalmente l’operazione attraverso Truth Social, annunciando che Maduro e sua moglie sono stati catturati e portati via dal Venezuela. Secondo fonti della CBS, sarebbe stata la Delta Force – l’unità d’élite americana specializzata in operazioni anti-terrorismo – a condurre il blitz che ha cambiato la storia del continente.
L’attacco ha coinvolto diverse località strategiche nella capitale Caracas e negli stati centrali di Miranda, Aragua e La Guaira. Il leader venezuelano è ora diretto verso New York, dove dovrà affrontare gravi accuse legate a narcotraffico e terrorismo davanti alla giustizia americana.
Il post di Milei:
LA LIBERTAD AVANZA
VIVA LA LIBERTAD CARAJO pic.twitter.com/ReTQRBnykt— El Peluca Milei (@ElPelucaMilei) January 3, 2026
In un’intervista rilasciata sabato mattina a LN+, il presidente argentino ha espresso il suo “sostegno totale” all’iniziativa del suo alleato Donald Trump. “I venezuelani non avevano modo di uscire da questo equilibrio sinistro in cui erano intrappolati”, ha dichiarato Milei, sottolineando come la situazione fosse diventata insostenibile.
Il leader libertario ha ricordato che Maduro “è un narcoterrorista con connessioni profonde” che si estendono ben oltre i confini venezuelani, toccando Spagna, Argentina, Colombia, Messico e Bolivia. “Ha interferito nelle elezioni, ha sostenuto il traffico di droga, ha oppresso il suo popolo. Non poteva continuare così”, ha aggiunto.
Su X (ex Twitter), Milei aveva reagito alla notizia con il suo tipico slogan: “La Libertà Avanza. Viva la libertà carajo”. Un messaggio breve ma potente, che riassume la visione del presidente argentino su questa svolta storica.
Per Milei, la questione è cristallina: “Edmundo González Urrutia è il vero presidente del Venezuela. Ha vinto le elezioni con un mandato chiaro da parte del popolo. Maduro era solo un usurpatore del potere”.
Il presidente argentino ha chiesto con forza che González Urrutia assuma immediatamente la guida del paese, rispettando la volontà popolare espressa nelle urne e ignorata dal regime uscente. “Dovrebbe assumere assolutamente. Il mandato è suo, il popolo lo ha scelto democraticamente”, ha insistito.
Quella che sembrava una denuncia isolata si è trasformata in profezia. Durante il recente vertice del Mercosur a Foz de Iguazú, Milei aveva definito il regime di Maduro come “dittatura atroce e inumana”, avvertendo che “questo pericolo e questa vergogna non possono continuare a esistere nel continente o ci trascineranno tutti con sé”.
In quell’occasione, il presidente argentino aveva già salutato “la pressione degli Stati Uniti e di Donald Trump per liberare il popolo venezuelano”, invitando gli altri membri del Mercosur a unirsi alla causa. Parole che oggi suonano profetiche e dimostrano la coerenza della linea politica argentina.
La cattura di Maduro rappresenta un punto di svolta per l’intera regione latinoamericana. Dopo anni di tensioni diplomatiche, espulsioni reciproche di funzionari e perfino la detenzione di un gendarme argentino in Venezuela nel dicembre 2024, si apre finalmente uno spiraglio verso la normalizzazione.
La senatrice e ex ministra Patricia Bullrich ha espresso la speranza comune: “Venezuela sarà libero”, accompagnando il messaggio con la bandiera venezuelana.
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Con Maduro fuori gioco e il sostegno internazionale a González Urrutia in crescita, il Venezuela potrebbe finalmente intraprendere il cammino verso una vera democrazia, chiudendo un capitolo buio della sua storia e aprendo nuove prospettive per milioni di cittadini che hanno sofferto sotto il regime chavista.
