
Maduro catturato nella notte: l’operazione USA che riscrive il Venezuela
Le forze speciali statunitensi hanno condotto un’operazione militare su larga scala che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, poi trasferiti fuori dal Venezuela. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente Donald Trump, che ha parlato di un’azione coordinata con l’amministrazione giudiziaria americana per portare davanti alla giustizia un leader accusato di gravi crimini.
Trump ha definito l’operazione “brillante”. È il culmine di settimane di tensioni crescenti tra Washington e il regime di Caracas. Il presidente americano aveva avvertito più volte che i giorni di Maduro erano “contati”, lasciando intendere la possibilità di un intervento decisivo contro quello che gli Stati Uniti chiamano un “narco-stato”.
Intorno alle 2 del mattino, ora locale, una serie di esplosioni ha scosso Caracas e altre città venezuelane. Secondo fonti ufficiali, l’attacco ha colpito diverse basi militari e infrastrutture strategiche: il principale complesso militare Fuerte Tiuna, la base aerea La Carlota nel cuore della capitale, e obiettivi altamente simbolici come la sede del Parlamento e il mausoleo di Hugo Chávez.
La cattura di Maduro sarebbe stata affidata alla Delta Force, l’unità d’élite americana specializzata in operazioni ad alto rischio. Secondo il vicepresidente americano Christopher Landau, si tratta di una “nuova alba” per il Venezuela: “Il tiranno se n’è andato. Finalmente affronterà la giustizia per i suoi crimini”.
La conferma della Procuratrice generale degli Stati Uniti d’America
Nicolas Maduro and his wife, Cilia Flores, have been indicted in the Southern District of New York. Nicolas Maduro has been charged with Narco-Terrorism Conspiracy, Cocaine Importation Conspiracy, Possession of Machineguns and Destructive Devices, and Conspiracy to Possess…
— Attorney General Pamela Bondi (@AGPamBondi) January 3, 2026
Gli Stati Uniti accusano da tempo Maduro di guidare un regime corrotto e autoritario, coinvolto nel traffico internazionale di stupefacenti e responsabile di elezioni fraudolente. Il leader venezuelano, successore di Hugo Chávez, ha sempre respinto le accuse, sostenendo che Washington volesse solo impossessarsi delle immense riserve petrolifere del Venezuela, le più grandi al mondo.
Prima dell’annuncio della cattura, il governo di Caracas aveva denunciato una “gravissima aggressione militare”, dichiarando lo stato di emergenza e invocando l’articolo 51 della Carta ONU sul diritto alla legittima difesa. La vicepresidente Delcy Rodríguez ha chiesto “prove immediate” sulle condizioni di vita di Maduro. Alcuni osservatori interpretano questa richiesta come un’ammissione indiretta della cattura.
Tuttavia, secondo fonti dell’opposizione venezuelana citate dai media internazionali, l’uscita di scena di Maduro potrebbe essere stata “negoziata”, forse proprio attraverso le aperture diplomatiche dei giorni precedenti.
La Colombia ha chiesto riunioni d’urgenza del Consiglio di Sicurezza ONU e dell’Organizzazione degli Stati Americani. La Russia ha condannato quella che definisce un'”aggressione armata”. La Spagna si è offerta come mediatrice, lanciando un appello alla de-escalation e al rispetto del diritto internazionale.
In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato di seguire con attenzione l’evoluzione della situazione, tenendo costantemente informata la premier Giorgia Meloni. L’ambasciatore italiano a Caracas ha invitato i circa 160mila connazionali presenti nel Paese a rimanere in casa ed evitare spostamenti. L’Unità di Crisi della Farnesina è operativa per garantire la sicurezza degli italiani, inclusi i detenuti come Alberto Trentini.
Trump ha promesso una conferenza stampa dalla sua residenza di Mar-a-Lago per fornire ulteriori dettagli sull’operazione. Secondo il senatore repubblicano Mike Lee, citando il segretario di Stato Marco Rubio, Maduro sarà processato negli Stati Uniti per reati penali.
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Per il Venezuela potrebbe aprirsi un nuovo capitolo, dopo anni di crisi economica, sociale e politica sotto la guida di Maduro. Resta da vedere quale sarà il futuro politico del Paese e come la comunità internazionale risponderà a questo intervento americano senza precedenti.
