Tragedia di Capodanno, chi sono i proprietari del locale andato a fuoco

Tragedia a Crans-Montana: la storia dei proprietari del locale devastato dal rogo

La notte di Capodanno 2026 resterà impressa nella memoria come una delle più drammatiche nella storia della Svizzera. Nella rinomata località sciistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese, un incendio di proporzioni devastanti ha colpito il bar-discoteca Le Constellation, provocando 47 vittime e oltre cento feriti, molti dei quali versano ancora in condizioni critiche.

Dietro questa struttura, diventata teatro di un’immane tragedia, ci sono Jacques e Jessica Moretti, coppia di ristoratori francesi che da un decennio hanno fatto della Svizzera la loro casa. La loro storia imprenditoriale è legata indissolubilmente a questo locale, acquisito nel 2015 quando versava in uno stato di abbandono e da loro trasformato in uno dei punti di riferimento per la vita notturna della zona, particolarmente frequentato durante le festività.

Jacques Moretti proviene da Ghisonaccia, nell’Alta Corsica, mentre la moglie Jessica, quarantenne, ha radici nella Costa Azzurra. La donna ha trascorso parte della sua giovinezza a Cannes e ha completato gli studi tra Antibes e Monaco, maturando una formazione internazionale che si è rivelata preziosa nella gestione delle loro attività.

Il Le Constellation, capace di ospitare fino a trecento persone al chiuso e altre quaranta negli spazi esterni, rappresentava il fiore all’occhiello della loro attività imprenditoriale, ma non l’unica. La coppia gestisce infatti altri due esercizi nella regione: il Le Senso, un bar-ristorante situato sempre a Crans-Montana, e il Le Vieux Chalet a Lens, locale apprezzato per le specialità della cucina corsa che testimonia il legame mai reciso con la terra d’origine.

Quella sera Jessica si trovava all’interno del locale, impegnata nei festeggiamenti insieme ai numerosi clienti che affollavano la discoteca. Quando le fiamme si sono propagate con una rapidità impressionante, le autorità parlano di un fenomeno di “flashover” che avrebbe fatto divampare l’incendio in pochi secondi, la donna è rimasta coinvolta, riportando ustioni a un braccio. Jacques, invece, non era presente, trovandosi in uno degli altri locali di famiglia.

Entrambi sono sopravvissuti, ma le fonti giornalistiche locali riportano che la coppia è profondamente provata dall’accaduto. Secondo quanto riferito dal quotidiano Nice-Matin, i Moretti hanno perso alcuni membri del loro personale nella tragedia, un dolore che si aggiunge allo shock per l’evento devastante.

Chi li conosce, come Filippini, loro amico da circa dieci anni, li descrive al quotidiano Corse-Matin come “grandi lavoratori”, profondamente legati alla Corsica, dove tornavano regolarmente quando gli impegni professionali lo permettevano. La coppia si era integrata perfettamente nella comunità alpina svizzera, costruendo nel corso degli anni una reputazione solida come gestori di locali apprezzati e frequentati.

Le autorità elvetiche hanno escluso fin da subito la pista dell’attentato, concentrandosi sulle dinamiche dell’incendio. Secondo le prime ricostruzioni, l’ipotesi più accreditata è che scintille provenienti da candele poste su bottiglie di champagne abbiano innescato il rogo, raggiungendo materiali infiammabili del soffitto. La struttura seminterrata e l’unica via di fuga, troppo stretta per consentire un’evacuazione rapida, hanno trasformato il locale in una trappola mortale.

Tra le vittime e i feriti si contano numerosi cittadini italiani. Le fonti diplomatiche parlano di almeno tredici connazionali ricoverati in ospedali svizzeri e italiani, alcuni dei quali trasferiti al Niguarda di Milano, mentre si registrano ancora diversi dispersi.

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La comunità di Crans-Montana e l’intera Svizzera sono in lutto. Il Canton Vallese ha dichiarato lo stato di emergenza mentre proseguono le indagini per chiarire eventuali responsabilità e stabilire con precisione la dinamica di questa terribile tragedia.

Fonte: qui e qui

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