
Scontro in diretta tra Conte e Feltri sulla questione ucraina: tensione alle stelle a “In Onda”
Una serata televisiva che prometteva di essere un normale confronto politico si è trasformata in un acceso botta e risposta tra Giuseppe Conte e il giornalista Stefano Feltri. Durante la puntata di “In Onda”, il programma di approfondimento condotto da Marianna Aprile e Luca Telese su La7, il leader del Movimento 5 Stelle si è trovato al centro di una polemica che ha riacceso il dibattito sulla guerra in Ucraina e sui negoziati falliti.
Il nodo della contesa riguarda i famigerati colloqui di Istanbul del 2022, quelli che secondo molti osservatori avrebbero potuto rappresentare un’occasione per fermare l’escalation del conflitto. Conte, collegato da casa, ha nuovamente fatto riferimento a quei tavoli negoziali, sostenendo che la Russia avrebbe posto una condizione principale: tenere la NATO lontana dai propri confini.
Ma è stato proprio su questo punto che Feltri ha alzato il tiro, accusando senza mezzi termini l’ex premier di diffondere informazioni non veritiere. “Questa è una clamorosa balla che il presidente Conte ripete per l’ennesima volta”, ha dichiarato il giornalista, invitando lo stesso Conte a consultare l’articolo pubblicato su Foreign Affairs nel 2022, secondo cui i negoziati di Istanbul non avrebbero mai affrontato la questione territoriale.
Il video:
La reazione di Conte non si è fatta attendere. Con un tono che è sembrato a molti osservatori più difensivo che assertivo, il leader pentastellato ha respinto le accuse: “Balla lo dice a qualcun altro, abbia pazienza”. Una risposta che, invece di placare gli animi, ha inasprito ulteriormente il confronto.
Il punto debole dell’argomentazione di Conte sta proprio nella contraddizione tra le fonti citate. Da un lato, l’ex presidente del Consiglio fa appello alle dichiarazioni del capo delegazione ucraino, fedele a Zelensky, che avrebbe confermato pubblicamente la posizione russa sull’allargamento della NATO. Dall’altro, le analisi giornalistiche e diplomatiche internazionali raccontano una storia diversa, più complessa e sfumata.
Ciò che emerge da questo scontro televisivo è la persistente difficoltà di Conte nel gestire le critiche quando si parla di politica estera. L’ex premier, che durante i suoi governi ha spesso mostrato una linea diplomatica ondivaga, sembra ancora alla ricerca di una narrazione convincente sulla crisi ucraina. Il richiamo ai propri colloqui diretti con Putin diventa una sorta di carta da giocare per legittimare le proprie posizioni, ma rischia di apparire come un tentativo di accreditarsi un ruolo da mediatore che la storia recente ha già smentito.
La vera questione non è tanto se i negoziati di Istanbul abbiano discusso o meno di territori, quanto piuttosto la difficoltà del Movimento 5 Stelle nel trovare una posizione coerente e credibile sul conflitto. Oscillare tra pacifismo e realismo politico, tra solidarietà all’Ucraina e aperture verso Mosca, ha creato più di una perplessità nell’opinione pubblica.
Lo scontro con Feltri mette in luce anche un altro aspetto: la scarsa tolleranza di Conte verso il contraddittorio serrato. Quando le sue affermazioni vengono messe in discussione con precisione, l’ex premier tende a irrigidirsi, anziché argomentare con maggiore serenità e documentazione. Una reazione comprensibile, forse, ma che non giova alla sua immagine di statista maturo.
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In definitiva, questa puntata di “In Onda” ha confermato quanto il tema della guerra in Ucraina continui a dividere profondamente il dibattito italiano, e quanto Conte fatichi ancora a trovare un equilibrio tra le sue convinzioni personali e la complessità della realtà geopolitica.
