Funivia in tilt a 2.800 metri: 100 sciatori bloccati in alta quota

Guasto improvviso al Passo Moro: oltre cento sciatori bloccati in alta quota, scatta l’evacuazione

Una giornata sulla neve che doveva essere di svago e divertimento si è trasformata in ore di apprensione per circa cento persone rimaste bloccate in alta quota dopo un malfunzionamento alla funivia del Passo Moro, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. L’emergenza è scattata questa mattina intorno alle 11:25, quando una delle cabine dell’impianto non ha rallentato correttamente in fase di arrivo alla stazione, finendo per collidere contro le barriere di sicurezza.

Secondo le ricostruzioni fornite dai responsabili della Macugnaga Trasporti e Servizi, società che gestisce l’infrastruttura, il sistema di decelerazione non ha funzionato come previsto. La cabina ha quindi urtato violentemente la barriera protettiva della stazione montana, provocando il ferimento di quattro persone: tre passeggeri a bordo e un manovratore che si trovava nella stazione. Tra gli infortunati, il più grave è un uomo di 59 anni che ha riportato una ferita al braccio, mentre gli altri hanno subito contusioni ed escoriazioni di lieve entità.

La fortuna ha voluto che tra i presenti ci fossero un medico e un infermiere, intervenuti immediatamente per prestare le prime cure. Successivamente, i feriti sono stati evacuati tramite elicottero sanitario e trasportati in ospedale per gli accertamenti del caso. Secondo fonti sanitarie, nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita.

L’incidente ha comportato l’immediato blocco dell’impianto funiviario, lasciando una novantina di persone – tra cui diversi bambini – intrappolate nella zona del Passo Moro, a circa 2.800 metri di altitudine. Gli sciatori e gli escursionisti, pur non essendo stati coinvolti direttamente nell’incidente, si sono trovati impossibilitati a rientrare a valle attraverso i normali mezzi di trasporto.

È stata quindi organizzata un’operazione di evacuazione che ha coinvolto i vigili del fuoco e la Guardia di Finanza. Gli elicotteri si sono alternati per tutta la mattinata e il primo pomeriggio, trasportando gradualmente tutte le persone bloccate verso la sicurezza. Le operazioni si sono concluse con successo nel corso del pomeriggio, riportando tutti in paese sani e salvi.

Filippo Besozzi, amministratore della società che gestisce l’impianto, ha spiegato che sono in corso accertamenti tecnici per comprendere esattamente cosa non abbia funzionato. “L’impianto non ha decelerato correttamente e sono entrati in funzione i sistemi di emergenza”, ha dichiarato, aggiungendo che fortunatamente la struttura non avrebbe subito danni significativi. Tuttavia, prima di riaprire al pubblico, saranno necessarie verifiche approfondite.

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Va ricordato che l’impianto, costruito nel 1962, ha subito una revisione generale all’inizio del 2023, con la sostituzione di motori, pulegge e cabine. Un intervento costato due milioni di euro, finanziato quasi interamente dalla Regione Piemonte e dal Comune di Macugnaga. Le piste da sci della zona sono state chiuse immediatamente dopo l’incidente per ragioni di sicurezza.

Quanto accaduto riaccende inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza degli impianti di risalita montani, pur ricordando che, in questo caso, i sistemi di emergenza hanno funzionato evitando conseguenze più gravi.

Fonte: qui e qui

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