Zalone umilia i gufi: il pubblico risponde con milioni di incasso al botteghino

“Buen Camino”, ultima fatica di Zalone, domina il Natale e riscrive la storia del box office italiano

Un trionfo che lascia a bocca aperta: oltre 5,6 milioni nel solo giorno di Natale, certificando ancora una volta che il pubblico vota con il portafoglio, mentre una certa critica resta a guardare.

Il 25 dicembre 2025 resterà negli annali del cinema italiano. Non solo perché è Natale, ma perché Checco Zalone ha fatto quello che sa fare meglio: macinare record e mettere a tacere chi ne profetizzava, forse sperava in, un flop clamoroso. Con “Buen Camino”, la sua ultima fatica diretta ancora una volta da Gennaro Nunziante, il comico barese ha letteralmente spazzato via ogni previsione pessimistica, portando a casa un incasso di oltre 5,67 milioni di euro in un solo giorno.

Il dato è semplicemente straordinario. Parliamo del miglior esordio di sempre per una pellicola nel giorno di Natale nella storia del cinema italiano. Per capirci: il precedente primato apparteneva a “Natale a New York” del 2006, fermo a poco più di 3 milioni. Zalone ha fatto quasi il doppio. E non è finita qui: il suo film ha conquistato il 78,8% dell’intero mercato cinematografico, trascinando il box office nazionale a livelli che non si vedevano dal lontano 2011. Un’impresa che va oltre il singolo artista e ridà ossigeno a un’intera industria.

Distribuito da Medusa Film su ben mille schermi, “Buen Camino” ha dominato da Nord a Sud, senza concentrazioni regionali particolari. Un successo trasversale che dimostra quanto il pubblico italiano ami questo interprete, nonostante le riserve di chi, dalle colonne di certi giornali, lo liquida troppo spesso come fenomeno “populista” o “qualunquista”. La realtà dei numeri, però, racconta un’altra storia: quella di un artista capace di intercettare i gusti popolari meglio di chiunque altro, con una comicità diretta, irriverente e incredibilmente efficace.

Il confronto con “Avatar: Fuoco e cenere”, uscito una settimana prima, è impietoso. Il colossal di James Cameron, con tutti i suoi effetti speciali e il suo budget stellare, aveva raccolto circa 6 milioni in cinque giorni, comprese le anteprime. Zalone ne ha fatti 5,6 in ventiquattro ore. Lo stesso comico, con il suo inconfondibile stile, aveva scherzato in conferenza stampa: “James, come si chiama, Camerun dovrebbe svegliarsi il 26 e chiedersi: ma chi è ‘sto Zalone?”. Ebbene, quella provocazione si è trasformata in realtà documentata dagli incassi.

Non è la prima volta che accade. Nella sua carriera, Zalone ha portato nelle sale oltre 220 milioni di euro complessivi. “Quo vado?” del 2016 resta il film italiano con il maggior incasso di sempre, 65 milioni, superato solo dal primo “Avatar” se si considerano anche i titoli stranieri. Poi “Sole a catinelle” con 52 milioni, “Tolo Tolo” con 46 milioni, e così via. Una macchina da guerra commerciale che non conosce sosta.

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Quello che dà ancora più soddisfazione è il tempismo. In un momento in cui molti osservatori di una certa area politico-culturale avevano alimentato scetticismo sul suo ritorno, vedendolo magari con piacere ridimensionato, il pubblico ha risposto compatto, affollando le sale e premiando un cinema che diverte senza vergogna. Perché alla fine, al di là delle ideologie e delle polemiche da tastiera, resta un dato incontrovertibile: Checco Zalone fa ridere milioni di italiani. E questo, evidentemente, basta e avanza.

Come lui stesso aveva detto presentando il film: “È inutile essere ipocriti… ci aspettiamo di fare i soldi”. Missione compiuta. E alla faccia dei gufi.

Fonte: qui e qui

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