Aggressione al sindaco: un attacco che ferisce tutta la comunità

Solidarietà al sindaco Siano: la comunità si stringe attorno al primo cittadino dopo la vile aggressione

Una comunità intera sotto choc. È il sentimento che pervade Castiglione del Genovesi dopo il brutale attacco subito dal sindaco Carmine Siano nella serata del 26 dicembre, giorno di Santo Stefano. Un’aggressione che ha scosso profondamente non solo il piccolo centro salernitano, ma l’intero territorio dei Monti Picentini.

Il primo cittadino stava uscendo dalla propria abitazione per partecipare a un evento natalizio quando è stato sorpreso dall’aggressore, un individuo con il volto coperto che è sbucato dall’oscurità. I colpi, inferti probabilmente con un bastone o una spranga di ferro, sono stati di una violenza inaudita. Siano è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno in codice rosso, dove i medici hanno dovuto affrontare un quadro clinico estremamente grave.

Le lesioni riportate dall’ingegnere Siano sono impressionanti e testimoniano la ferocia dell’attacco. I sanitari hanno riscontrato fratture multiple: tibia, perone e calcagno risultano compromessi, insieme a lesioni agli arti superiori e alle mani. Una situazione così critica che i chirurghi sono stati costretti ad amputare un dito della mano destra, a causa della ridotta funzionalità vascolare e di una necrosi già in atto. Le ferite al volto hanno richiesto un delicato intervento di ricostruzione dell’orecchio, mentre la tempia sinistra ha subito traumi significativi. Nonostante la gravità delle condizioni, il sindaco non è in pericolo di vita e resta ricoverato nel reparto di Ortopedia.

Le indagini condotte dai carabinieri procedono a ritmo serrato. Gli inquirenti stanno vagliando ogni possibile pista, dalle immagini di videosorveglianza ai potenziali moventi. Sebbene non si escluda alcuna ipotesi, inclusa quella della rapina finita male, l’attenzione degli investigatori si concentra su possibili rancori legati all’attività amministrativa del sindaco. Chi potrebbe aver nutrito un tale odio da pianificare un’azione così violenta? È questa la domanda che assilla gli investigatori.

Ma è la risposta umana e istituzionale che sta emergendo da questo episodio a rappresentare un raggio di luce in una vicenda altrimenti tenebrosa. Da ogni parte del territorio salernitano si sono levate voci di condanna ferma e di vicinanza sincera.

Antonio Giuliano, presidente della Comunità Montana dei Monti Picentini, ha espresso la solidarietà di tutti i sindaci del comprensorio: “La violenza rappresenta un attacco ai valori democratici, alle istituzioni e al lavoro quotidiano svolto dagli amministratori al servizio delle comunità”. Parole che richiamano alla responsabilità collettiva di difendere chi ogni giorno si spende per il bene comune.

Anche i colleghi sindaci dei comuni limitrofi hanno manifestato il loro sostegno. Sonia Alfano di San Cipriano Picentino ha condannato “ogni forma di violenza, senza se e senza ma”, mentre Alessandro Chiola di Montecorvino Pugliano ha sottolineato l’importanza di non lasciarsi scoraggiare da gesti tanto gravi, stringendosi con “affetto e rispetto” attorno a Siano e alla sua famiglia.

Il mondo politico regionale e nazionale non è rimasto indifferente. La senatrice Anna Bilotti ha definito l’accaduto “gravissimo”, evidenziando come “la violenza è una spirale che va fermata con la forza della legalità”. Roberto Celano di Forza Italia ha ribadito che “un atto di violenza di tale gravità non colpisce solo una persona, ma ferisce l’intera collettività”. Anche il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi ha espresso solidarietà, sottolineando la necessità di proteggere chi ogni giorno governa il territorio.

Questa corale manifestazione di vicinanza non è solo un gesto formale, ma rappresenta la ferma volontà di una comunità di non piegarsi alla logica della violenza. Gli amministratori locali sono figure che vivono a stretto contatto con i cittadini, esposti quotidianamente alle pressioni e alle difficoltà del governo del territorio. Colpirli significa colpire la democrazia stessa.

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Mentre Carmine Siano affronta il difficile percorso di recupero fisico, l’intera comunità di Castiglione del Genovesi e del territorio picentino si stringe attorno a lui. Il messaggio è chiaro: solo attraverso il dialogo, il rispetto e la legalità si costruiscono comunità forti. La violenza non troverà spazio, né giustificazione.

A Carmine Siano e alla sua famiglia vanno gli auguri più sinceri di pronta e completa guarigione, con la speranza che possa presto tornare al servizio della sua comunità, più forte di prima.

Fonte: qui e qui

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