
Meteo di Natale: piogge diffuse, neve in collina e mari in burrasca
Il giorno di Natale si apre sotto il segno di un’atmosfera decisamente dinamica, con condizioni meteorologiche instabili che interessano gran parte del Paese. Le nubi dominano la scena fin dalle prime ore, accompagnate da precipitazioni frequenti e a tratti intense, capaci di condizionare spostamenti e attività all’aperto.
Al Nord il cielo resta chiuso per buona parte della giornata. Le piogge risultano diffuse e localmente insistenti, con episodi temporaleschi soprattutto nelle ore centrali. Sulle aree alpine e prealpine la quota neve si mantiene relativamente bassa: sui settori occidentali sono attese nevicate anche abbondanti oltre i 400 metri, mentre lungo l’Appennino settentrionale i fiocchi fanno la loro comparsa già al mattino. Nel corso del pomeriggio si intravedono primi segnali di attenuazione dei fenomeni sui comparti orientali, ma senza un vero miglioramento.
Il Centro vive una giornata grigia e perturbata. Le precipitazioni coinvolgono in modo più deciso i territori affacciati sul Tirreno e le zone interne appenniniche, dove non mancano rovesci intensi e temporali. Con il passare delle ore, soprattutto tra sera e notte, le piogge tendono a perdere vigore su alcune aree centrali, lasciando spazio a fenomeni più irregolari. In Sardegna la situazione resta più movimentata: le piogge si rafforzano progressivamente e assumono carattere temporalesco su gran parte dell’isola.
Al Sud e in Sicilia il cielo si presenta variabile ma spesso carico di nubi. Le precipitazioni si concentrano in particolare sui settori ionici e sulla Puglia, con rovesci e temporali alternati a pause asciutte. In serata è prevista una temporanea attenuazione dei fenomeni, anche se il contesto rimane instabile.
Le temperature mostrano andamenti contrastanti: aumentano le minime lungo l’arco alpino e sulle isole maggiori, mentre calano leggermente altrove. Le massime risultano più miti su alcune regioni tirreniche. I venti soffiano sostenuti dai quadranti settentrionali e orientali, rendendo i mari molto mossi o agitati, soprattutto il Mar Ligure e i bacini intorno alla Sardegna.
Dati basati sulle informazioni diffuse dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare.
