Gasparri inchioda il M5S sui banchi a rotelle: scoppia il caos in Senato

Gasparri riapre la ferita dei banchi a rotelle: il M5S esplode in Aula

Una provocazione calibrata al millimetro e il Movimento 5 Stelle è andato letteralmente su tutte le furie. È successo questa mattina a Palazzo Madama, durante le dichiarazioni di voto sulla legge di Bilancio, quando Maurizio Gasparri ha tirato fuori l’arma della memoria storica: i famigerati banchi a rotelle.

Il capogruppo azzurro ha costruito un intervento solido, elencando con precisione chirurgica i risultati raggiunti dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Ha parlato di credibilità internazionale riconquistata, di titoli di Stato che vanno a ruba sui mercati, dell’inflazione precipitata dall’8% al di sotto del 2%. Dati concreti, non chiacchiere da bar.

Poi, con il tempismo perfetto di chi sa dove colpire, Gasparri ha sferrato l’affondo che ha mandato in tilt le file pentastellate: “Questo governo ha rinnovato decine di contratti, tagliato il cuneo fiscale, pensato ai bonus per le famiglie. Certo, dobbiamo fare ancora molto, ma noi non abbiamo comprato i banchi a rotelle. Abbiamo investito in bonus libri e nel sostegno alla scuola, anche paritaria”.

Apriti cielo. I senatori grillini hanno cominciato a protestare rumorosamente, come se qualcuno avesse pestato un nervo scoperto. E in effetti lo era: quella degli arredi scolastici con le rotelle resta una delle pagine più imbarazzanti della stagione Conte-Arcuri, quando milioni di euro pubblici finirono per acquistare banchi che nessuno voleva e che oggi giacciono inutilizzati in chissà quali magazzini scolastici.

Il video dell’intervento:

Gasparri, imperturbabile davanti al vociare crescente, ha rincarato la dose con una battuta che entrerà negli annali parlamentari: “La lingua batte dove la ruota gira”. Un gioco di parole perfetto, una stilettata elegante che ha mandato definitivamente in cortocircuito l’opposizione pentastellata.

Il forzista non si è accontentato e ha concluso il suo intervento con un invito sarcastico ma efficace: “Voteremo a favore della manovra con convinzione, perché l’Italia cresca ancora. E fatevi un giro sui banchi a rotelle, così sarete tutti più contenti”.

Persino il presidente del Senato, Ignazio La Russa, costretto a richiamare all’ordine la senatrice Floridia tra le proteste continue del M5S, ha dovuto sdrammatizzare: “Chiudiamo ancora con i banchi a rotelle, sono diventati un cult di quest’aula”.

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Ed è proprio questo il punto. Gasparri ha semplicemente ricordato un fatto storico, un acquisto discutibile che brucia ancora sulla pelle dei Cinque Stelle. La reazione scomposta dimostra quanto quella ferita sia ancora aperta. Mentre il senatore di Forza Italia parlava di risultati tangibili, contratti rinnovati, inflazione domata, conti pubblici sotto controllo, dall’altra parte c’era solo rumore e nervosismo.

Perché quando i fatti parlano chiaro, le urla servono a poco. E i banchi a rotelle resteranno lì, a ricordare a tutti quanto possa costare cara l’improvvisazione mascherata da emergenza.

Fonte: qui e qui

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